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La casa anziani Mater Christi di Grono (Ti-Press)
26.02.2021 - 15:190
Aggiornamento : 17:35

Tagli nelle case anziani moesane, ‘la politica si attivi’

I sindacati Ocst e Vpod invitano a stanziare contributi maggiori per aiutare le quattro strutture a superare la pandemia senza più licenziamenti

a cura de laRegione

La politica grigionese sostenga finanziariamente le quattro case per anziani del Moesano attualmente in difficoltà a causa del sensibile calo di ospiti locali e ticinesi (meno 25-30%) dovuto alla pandemia. Lo chiedono i sindacati Vpod e Ocst in una nota congiunta prendendo spunto dalle ripercussioni registrate sul personale, come ad esempio i cinque licenziamenti decisi a gennaio alla Mater Christi di Grono e gli altrettanti decisi fra dicembre e questa settimana alla vicina Residenza delle Rose; tagli cui si aggiungono lavoro ridotto e partenze volontarie. Secondo i due sindacati, come riferito più volte dalla ‘Regione’, la politica cantonale retica deve dare dimostrazione di maggiore sensibilità, seguendo l’esempio di quella ticinese che sostiene maggiormente le vari istituti per anziani. Nel Moesano, scrivono Ocst e Vpod, “il personale racconta di subire pressioni sul posto di lavoro, insicurezza e disagio, nonché problematiche a livello di gestione sanitaria degli ospiti. Purtroppo nessuna casa anziani ha accettato di aprire un dialogo trasparente con i sindacati. I dipendenti, dal canto loro, non vogliono esporsi per paura di perdere il lavoro”. Da qui l’appello alla politica grigionese “affinché si riconosca rapidamente un aiuto economico straordinario che consenta alle strutture di mantenere dei preziosi posti di lavoro. Tale aiuto, alla fine della pandemia, permetterà di garantire la continuità e la qualità delle cure in favore degli anziani che torneranno a occupare i letti” oggi vuoti. Infatti mentre la riduzione dei posti letto “è una conseguenza passeggera provocata dalla crisi sanitaria, per contro la perdita di personale competente e qualificato provocherà gravi ripercussioni sia per il settore sanitario della Moesa, sia per il numero di posti di lavoro esistenti nella regione”. Dal canto suo, come pubblicato questo giovedì, la Commissione regionale sanitaria sosterrà la Regione Moesa nella richiesta alle autorità ticinesi affinché le quattro strutture moesane siano a tutti gli effetti considerate nella pianificazione cantonale del settore.

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