Bellinzonese

Conti 2027: fra i non aggregati ‘sorride’ solo Sant’Antonino

Ad Arbedo-Castione moltiplicatore su dal 91 al 93%. In rosso anche Cadenazzo e Lumino, il quale chiede lo stralcio del contributo al risanamento delle finanze cantonali

Conti 2027: fra i non aggregati ‘sorride’ solo Sant’Antonino
(Ti-Press)
4 novembre 2026
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Sorride, si fa per dire, solo Sant’Antonino fra i quattro Comuni non aggregati del Bellinzonese. È l’unico infatti a preventivare nel 2027 un avanzo d’esercizio (60’500 franchi) mentre gli altri tre vedono rosso. In particolare Arbedo-Castione, il cui Municipio è costretto a correre ai ripari chiedendo al Consiglio comunale di aumentare leggermente il moltiplicatore d’imposta portandolo dal 91 al 93%. Passo questo già intrapreso quest’anno da Sant’Antonino, con un deciso incremento per le persone fisiche (dal 70 al 78%) e ancor di più per quelle giuridiche (dal 70 all’83%).

Ad Arbedo-Castione l'aumento del 2% genererebbe circa 230'700 franchi di entrate fiscali supplementari, portando così “il risultato d'esercizio vicino al pareggio”. Infatti il preventivo (allestito su base 91%) stima un disavanzo di 237’250 franchi, che con l'adeguamento verrebbe ridotto a 6'550 franchi. Adeguamento che rappresenta “l'ultimo tassello di un insieme più ampio di misure”, consentendo “di rafforzare le entrate ricorrenti e di salvaguardare la liquidità del Comune, sempre più sollecitata dall'evoluzione delle spese correnti e dalle necessità d'investimento”. In ogni caso “l’esecutivo ritiene prioritario contenere le spese e preservare gli equilibri finanziari, continuando a garantire servizi di qualità alla cittadinanza”.

In sostanza l'obiettivo è aumentare le entrate e ridurre le uscite, con “la necessità d'intervenire anche sulle spese di propria competenza al fine di compensare parzialmente i maggiori oneri imposti dall'esterno”, ossia la “crescita dei costi cantonali a carico del Comune”, pari a 480mila franchi. Sul fronte delle spese sono quindi “state riesaminate le nuove richieste dei capiservizio, valutandone la necessità, l'urgenza e l'impatto finanziario” ed “è stato fissato un obiettivo di riduzione globale del 5% delle spese per beni e servizi”. È inoltre prevista “la riorganizzazione della squadra esterna e della logistica, con la loro integrazione in un unico servizio”. Si è deciso poi di aumentare “del 25% le tariffe per l'utilizzo delle sale comunali” e le “tasse di cancelleria da 15 a 20 franchi”. L'insieme delle misure direttamente gestibili dal Comune “permette di ridurre in maniera importante il disavanzo” da 1,2 milioni a 237mila franchi; al resto penserà l'aumento del moltiplicatore.

C'è posta per il governo

Anche a Lumino “l’obiettivo è conciliare il controllo della spesa, la continuità e la qualità dei servizi alla popolazione e la realizzazione degli investimenti prioritari per il territorio, mantenendo una visione equilibrata delle prospettive finanziarie comunali”. E anche in questo caso il Preventivo 2027 stima un disavanzo di 188mila franchi, dovuto in particolare alla “diminuzione delle entrate”. Ciononostante il Municipio propone di mantenere invariato il moltiplicatore al 90% garantendo così “continuità e stabilità fiscale alle economie domestiche e alle attività economiche”. Una decisione presa tenendo anche conto che l'esecutivo ha “chiesto al Consiglio di Stato lo stralcio” del contributo comunale al risanamento delle finanze cantonali, “che per il 2027 comporta un onere di 99’400 franchi”.

Piano investimenti riformulato

Cadenazzo da tre anni registra conti sotto lo zero nonostante il continuo e regolare aumento del gettito fiscale nell’ultimo decennio (+200mila franchi per il 2027, tutti grazie a ditte e società). Il preventivo dell’anno corrente indicava un disavanzo di 554mila franchi (il pre-cosuntivo segna però un miglioramento) e quello per il 2027 ammonta a 499mila franchi. Stabile all’88% il moltiplicatore d’imposta; a perderci sarà al limite il capitale proprio che ammonta a 6,5 milioni. Ancora una volta il Municipio ripone fiducia nelle sopravvenienze d’imposta, i cui “importi cospicui” hanno sin qui sempre permesso di migliorare i conti. Anche qui dito puntato contro il “continuo riversamento di oneri da parte del Cantone”: pari a 130’500 franchi, insieme alla “massa di investimenti che ci attende, limita in maniera importante la nostra autonomia”. Conseguenza: si è reso necessario “riformulare il piano degli investimenti in base a una più severa prospettiva di priorità, dilazionando nel tempo interventi ritenuti meno urgenti e cercando di contenere l’onere per il Comune”.

‘La manovra è stata sufficiente’

Infine Sant’Antonino, l’unico come detto a presentare conti positivi e dall’anno corrente un moltiplicatore differenziato fra persone fisiche e giuridiche, che il Municipio chiede di mantenere invariato nel 2027 dopo il deciso balzo di quest’anno. «Le previsioni per il 2026 sembrerebbero confermare che la manovra sia stata sufficiente per riequilibrare la situazione senza intaccare ulteriormente il capitale proprio”, scrive l’Esecutivo nel messaggio. In generale “ritorniamo a sensibilizzare i consiglieri, anche alla luce di quanto espresso nel Piano finanziario, sulla necessità di procedere con parsimonia in opere che non sono pianificate. La situazione generale del Comune impone una rigorosa e disciplinata assegnazione delle priorità che il Municipio monitora costantemente. L'importo degli investimenti elencato nel presente messaggio (4,46 milioni) e pianificato nei prossimi anni è importante (ndr: soprattutto per le strade e per la prevista nuova Scuola dell’infanzia), e questo porterà gradualmente a un aumento dell’indebitamento comunale”.

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