Bellinzonese

‘Oltre al nuovo marchio Millemonti c’è una chiara strategia’

Il Municipio di Bellinzona rispondendo alle critiche del Centro difende la scelta fatta dall’Ente autonomo Carasc. E assicura il coinvolgimento della sponda sinistra

‘Oltre al nuovo marchio Millemonti c’è una chiara strategia’
Il nuovo marchio contestato da una parte della politica
4 novembre 2026
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“Un marchio anonimo” e “una millantata nuova strategia” per la montagna di sponda destra? Alla critica espressa recentemente dal Centro sulla nuova denominazione ‘Millemonti Bellinzona’ e quanto le sta dietro, risponde oggi il Municipio cittadino spiegando che il marchio scelto è il primo di una serie di passi individuati sin dal 2024 “con l’obiettivo di delineare uno sviluppo sostenibile, coordinato e condiviso del comprensorio, con particolare riferimento alle aree di Curzútt, Mornera e al parco montano circostante”. Promotori del Piano d’azione della sponda destra sono l’Ente autonomo Carasc, il Patriziato di Monte Carasso e la Fondazione Curzútt - San Barnárd col supporto dell’Ente regionale per lo sviluppo e l’Organizzazione turistica regionale. Il cui documento è stato fatto proprio dal Consiglio direttivo dell’ente e dal Municipio a inizio 2026. “In un contesto caratterizzato da profondi e rapidi cambiamenti delle dinamiche turistiche, socioeconomiche e ambientali, il Piano intende offrire una visione organica e di lungo periodo, accompagnata da misure concrete sul piano operativo e strategico. L’obiettivo è ripensare il ruolo di questi territori e rafforzarne la valorizzazione, riconoscendone il rilevante patrimonio culturale, naturale e umano e, al contempo, la particolare fragilità e complessità”. L’Ente autonomo Carasc “ha quindi concretizzato la prima misura prioritaria individuata dal Piano d’azione, vale a dire la nuova identità visiva” che “mira a esprimere altresì la ritrovata unità d’intenti con i principali partner e il coinvolgimento di tutti gli attori attivi sul territorio”.

‘Porta d'entrata unica e condivisa’

La denominazione scelta “non intende sostituirsi a luoghi, attrazioni o enti già ampiamente conosciuti, ma vuole fungere da ‘porta d’entrata’ unica e condivisa per la sua promozione, ad esempio tramite i canali digitali, per dare ancora più forza a tutta l’offerta attuale”. Nel nuovo naming “è stato individuato uno strumento capace di superare l’attuale frammentazione e di rafforzare il posizionamento della destinazione grazie a un marchio unico, riconoscibile e fortemente distintivo”. Un primo passo “di un obiettivo di portata maggiore: realizzare una comunicazione e una promozione coordinata attraverso una piattaforma unica e supporti informativi coordinati, tra cui un nuovo sito web, canali social e contenuti promozionali stampati al fine di raggiungere una più coordinata ed efficace presentazione dell’insieme dell’offerta, delle infrastrutture e degli attrattori della sponda destra.

‘Fondazione Valle Morobbia già coinvolta’

Sempre il Centro in un'altra interrogazione teme che si spinga tanto sulla montagna di sponda destra ma si dimentichi quella di sponda sinistra. Ma il Municipio ha un’altra opinione: “Il coinvolgimento della Fondazione Valle Morobbia non solo è già previsto ma è anche già avvenuto da parte dell’Ente autonomo Carasc proprio nell’ambito dell’adozione della nuova identità visiva, e meglio in occasione della serata di presentazione del Piano d’azione della Sponda destra a tutti i partner attivi sul comprensorio tenutasi il 10 giugno 2026”. In questa occasione i suoi rappresentanti presenti “si sono espressi favorevolmente, in particolare proprio in relazione al fatto che il nuovo nome può abbracciare anche altre parti del territorio montano bellinzonese senza escluderle in principio. Dopo questo incontro non sono giunte ulteriori prese di posizione. In seguito vi sono stati alcuni scambi volti a cercare, su proposta del Consiglio direttivo dell’Ente, collaborazioni e sinergie in ambito di comunicazione e promozione e a introdurre il progetto ‘Chiavi della cultura’ anche a favore di alcuni luoghi d’interesse in Val Morobbia. Un ulteriore incontro è in programma nelle prossime settimane”.

‘Evitare frammentazioni’

Più in generale il Municipio afferma poi di condividere l’importanza di considerare la montagna di Bellinzona non come una somma di singole iniziative, bensì quale patrimonio da valorizzare all’interno di una strategia globale: “Da qui anche il concetto di ‘parco montano’ che mira a evitare frammentazioni e una competizione fra comprensori che presentano caratteristiche, progettualità e strutture differenti, ma fanno parte dello stesso territorio della Città e devono poter essere valorizzate in modo complementare”. L’obiettivo “è favorire, nel rispetto delle specificità locali, un maggiore coordinamento tra le iniziative coinvolgendo gli enti territoriali che già operano nei rispettivi ambiti”.

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