Le consigliere comunali Mossi Nembrini e Giorla Röhrenbach chiedono all’Ufficio presidenziale del Cc di verificare la procedura seguita

“Può il Municipio, sulla base della bocciatura di uno dei punti del dispositivo, decidere autonomamente di non dare esecuzione agli altri punti che il Consiglio comunale ha invece approvato?”. Lo chiedono le consigliere comunali di Bellinzona Maura Mossi Nembrini (Più Donne) e Lorenza Giorla Röhrenbach (Forum alternativo) alla luce della risoluzione municipale con cui l’Esecutivo di Bellinzona questo mercoledì ha di fatto deciso di non comprare lo stabile ex Lati di Sant’Antonino. Questo nonostante lunedì sera il Cc abbia regolarmente approvato il progetto di insediamento del Corpo civici pompieri di Bellinzona e del Consorzio protezione civile del Bellinzonese nell’ex fabbrica di formaggi, come pure il credito di 14 milioni per l’acquisto, senza però raggiungere la maggioranza qualificata necessaria ai 700mila franchi per progettare la trasformazione.
Mancando proprio questo elemento determinante, il Municipio ha dunque deciso di rinunciare. Con una modalità sulla quale le due consigliere (contrarie all’acquisto) chiedono all’Ufficio presidenziale del Legislativo di fare luce in tempi stretti, visto che stanno già decorrendo i termini previsti per ricorso e referendum. “Siamo consapevoli – scrivono – che la decisione di respingere il credito di 700'000 franchi può incidere sulle modalità e sui tempi con cui il progetto può essere proseguito. Ma il rigetto di quel credito consente al Municipio di considerare superate anche le altre due decisioni? Il punto ci sembra rilevante perché il dispositivo non prevedeva che l’acquisto del sedime fosse subordinato all’approvazione del credito di progettazione”. In definitiva le due consigliere vogliono sapere se occorra sottoporre nuovamente la questione al Cc affinché sia esso stesso a decidere se modificare o revocare le proprie precedenti risoluzioni, possibilità conferitagli dall’articolo 63 della Legge organica comunale.