Bellinzonese

‘Ritratti di un lavoro negato’, la fotografia per abbattere le barriere

Si chiude a Bellinzona la mostra itinerante realizzata da sei partecipanti a Spazio Esplorativo per riflettere sul pregiudizio e sull’inclusione lavorativa

‘Ritratti di un lavoro negato’, la fotografia per abbattere le barriere
22 ottobre 2026
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Casa di Lù a Bellinzona ha ospitato di recente il finissage di ‘Ritratti di un lavoro negato’, mostra itinerante organizzata dall’Associazione L’ORA con lo scopo di far riflettere la popolazione sul tema del pregiudizio nel mondo del lavoro. Sei giovani partecipanti al progetto Spazio Esplorativo – un servizio di accompagnamento socioprofessionale – hanno concluso un percorso fotografico ed esposto i loro lavori al pubblico.

Il finissage è stato introdotto da Furio Bednarz, presidente dell’Associazione L’ORA, che ha invitato a riflettere su un punto cruciale: «A differenza di anni fa, oggi è sempre più difficile trovare lavoro se si vivono delle difficoltà o se non si rientra in uno statuto specifico». Il percorso fotografico aveva infatti l’obiettivo di offrire ai ragazzi uno strumento nuovo per dare voce a emozioni, vissuti e riflessioni che spesso faticano a trovare spazio.

Nathalie Vigini, fotografa e formatrice, è stata la figura di riferimento durante lo svolgimento del percorso e non è la prima volta che collabora con l’Associazione. ‘Ritratti di un lavoro negato’ è la seconda mostra organizzata dall’ente. La prima, ‘Frammenti di sé’, si era svolta a Sorengo nell’autunno 2024 con l’intento di dare voce alle paure e alle difficoltà che un giovane può incontrare oggi.

La giornata ha segnato la chiusura ufficiale della mostra itinerante, almeno secondo il programma iniziale. In seguito la mostra ha trovato spazio anche ad ‘Aperò in-Sem’, un aperitivo solidale organizzato dal Kiwanis Club Bellinzona e Valli al Mercato coperto di Giubiasco a beneficio proprio dell’Associazione L’ORA.

Il finissage ha ricevuto grande attenzione anche da parte delle istituzioni ticinesi. Il sindaco di Bellinzona, Mario Branda, e la delegata cantonale per l’integrazione degli stranieri, Michela Trisconi, sono intervenuti pubblicamente a Casa di Lù, dimostrando l’attenzione delle istituzioni verso il tema del pregiudizio: un problema ancora profondamente radicato nella nostra società.

I sei ragazzi che hanno partecipato al percorso sono molto diversi tra loro, eppure, attraverso le loro fotografie, sono riusciti a dare forma ai propri sentimenti e a ‘parlare’ senza effettivamente parlare. Una mostra toccante, che ci spinge a riflettere. Perché forse a essere veramente “sbagliati” non sono i ragazzi, ma l’atteggiamento della nostra società. In un mondo sempre più veloce, dove spesso ci fermiamo alle apparenze, magari basterebbe fermarsi anche solo per un secondo e provare ad andare oltre la persona che vediamo. Potrebbe accadere qualcosa di meraviglioso: la scoperta di qualcuno che vale, che può dare tanto. Se solamente riuscissimo ad andare oltre il pregiudizio.

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