Il Consiglio federale, rispondendo a domande di Simone Gianini e Piero Marchesi, ribadisce che l'efficacia del sistema ‘sarà evidente’ solo a fine 2027

Il Consiglio federale si aspetta un progressivo miglioramento del flusso di traffico tra Bellinzona e Locarno. Lo ha affermato oggi rispondendo per iscritto alle domande dei consiglieri nazionali Simone Gianini (Plr) e Piero Marchesi (Udc) che avevano chiesto lumi a seguito del peggioramento delle condizioni di circolazione (più code e maggiori tempi di percorrenza) percepito da molti automobilisti a seguito della messa in funzione dei primi semafori a Cadenazzo nell'ambito del progetto dell'Ufficio federale delle strade (Ustra) di semaforizzare tutta la tratta fino a Quartino. E, visto che l'attivazione dei primi impianti è avvenuta solo recentemente, “al momento non è ancora possibile effettuare una valutazione”. Tuttavia, il sistema semaforico “sarà monitorato costantemente” fino al “termine dei lavori previsto nel 2027”, quando “l'efficacia della misura sarà chiaramente evidente”, ha ribadito il governo federale. Un monitoraggio che permetterà di “adeguare la capacità di risposta del sistema alle condizioni reali, migliorando così progressivamente il flusso del traffico”. In ogni caso Ustra “ritiene tuttora necessario adottare misure per migliorare il flusso del traffico” in attesa del collegamento autostradale A2-A13 Bellinzona-Locarno. Collegamento la cui realizzazione sembra però arrischiare di slittare agli anni 50, sia a causa della maturità del progetto rispetto ai concorrenti, sia per motivi finanziari.
«La risposta odierna è un'occasione persa per essere più proattivi nella comunicazione e rassicuranti, in un contesto di crescente frustrazione da parte degli utenti della strada che andrebbe maggiormente tenuta in considerazione», afferma a ‘laRegione’ Simone Gianini. Ricordiamo che il consigliere nazionale ticinese (nonché presidente centrale dell'Automobile club svizzero) parallelamente aveva anche depositato un'interpellanza con l'obiettivo di ricevere risposte più precise e puntuali sulla situazione attuale del traffico tra Bellinzona e Locarno. Ha, ad esempio, chiesto se vi siano dati su colonne e tempi di percorrenza rispetto alla situazione precedente, se sia prevista una rivalutazione della sincronizzazione o altre misure volte a migliorare la fluidità del traffico durante le ore di punta, rispettivamente se l’obbligo di svolta a destra per chi proviene dallo Stradonino non penalizzi eccessivamente gli utenti dei Comuni e dei quartieri di sponda destra diretti verso l’autostrada o i centri commerciali di Sant’Antonino. Insomma, «servirebbero più chiarezza e maggiori rassicurazioni per non compromettere l’immagine del progetto nella sua fase iniziale», conclude Gianini, sperando che ciò possa quindi accadere con risposte più circostanziate, tra qualche settimana, al suo atto parlamentare.