BELLINZONA

La Fas per una Fortezza viva, pubblica e parte della città

La Federazione degli architetti prende posizione in vista della votazione del 27 settembre

11 settembre 2026
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La Fas – Federazione architette e architetti svizzeri, sezione Ticino – guarda con favore alla volontà di valorizzare la Fortezza di Bellinzona e il suo patrimonio Unesco. In vista della votazione del prossimo 27 settembre sul Messaggio Municipale n. 1019, ritiene però importante richiamare alcuni principi che dovrebbero accompagnare questo percorso.

“La valorizzazione della Fortezza” rappresenta, secondo la Fas, “un’importante opportunità per Bellinzona e per l’intero Cantone”. Un’opportunità che va affrontata attraverso una visione capace di considerare la Fortezza non come la semplice somma dei suoi monumenti, ma come un sistema unitario. I tre Castelli, la Murata, le fortificazioni, il nucleo medievale e i quartieri ottocenteschi costituiscono infatti un patrimonio territoriale, urbano e paesaggistico strettamente interconnesso.

La cultura del progetto e la procedura

La storia stessa della Fortezza dimostra il ruolo decisivo avuto dalla cultura del progetto. Gli interventi di Tita Carloni a Sasso Corbaro, di Campi, Pessina e Piazzoli a Montebello e di Aurelio Galfetti a Castelgrande hanno contribuito a restituire valore e centralità a questi luoghi. In particolare, l’opera di Galfetti ha saputo “trasformare e riscoprire l’intero rapporto tra il castello, la rocca e il borgo”. È anche grazie alla qualità di questa stagione progettuale che i Castelli sono entrati, nel 2000, nel Patrimonio Mondiale Unesco.

Per la Fas, questa eredità impone oggi una particolare responsabilità. Un bene di tale valore “richiede procedure capaci di garantire la qualità di ogni nuova trasformazione o aggiunta”. Da qui la richiesta di ricorrere a una procedura concorsuale, ritenuta “imprescindibile” per favorire il confronto tra idee, garantire trasparenza e individuare le soluzioni più adeguate alla complessità del luogo.

Il perimetro di progetto

La seconda questione riguarda il rapporto con la città. Se la valorizzazione deve produrre anche ricadute turistiche ed economiche, “l’attenzione deve estendersi anche al Nucleo medievale e ai quartieri ottocenteschi”. La Fortezza non dovrebbe essere una destinazione isolata, ma una porta d’ingresso alla città: un luogo capace di generare presenze e opportunità per negozi, ristoranti, alberghi e servizi, in un momento particolarmente delicato per il centro cittadino.

L’accessibilità e il carattere pubblico degli spazi

Infine, la Fas richiama il carattere pubblico degli spazi. Percorsi, aree aperte e luoghi di accesso ai Castelli costituiscono “un patrimonio collettivo di grande valore” e la loro fruizione libera e gratuita deve essere preservata. L’intervento di Galfetti a Castelgrande, che ha restituito il castello “alla cittadinanza come spazio pubblico a tutti gli effetti”, viene indicato come riferimento esemplare.

La Fas sostiene quindi la volontà di rilanciare la Fortezza e il suo borgo, ma auspica che ciò avvenga attraverso “un progetto unitario, armonioso e lungimirante”. Qualità architettonica, visione urbana e accessibilità pubblica sono, per la Federazione, le condizioni affinché questo patrimonio possa continuare a essere non solo conservato, ma vissuto e capace di generare valore per tutta Bellinzona.

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