Bellinzonese

Morti in centrale, la Leventina si stringe attorno ai familiari di Damiano

Il giovane apprendista leventinese è deceduto insieme a un collega 55enne di Monteceneri. Il sindaco di Dalpe: ‘La perdita tocca da vicino tutta la comunità’

La vecchia centrale del Ritom a Piotta, dove si è consumata la tragedia
(Ti-Press)
10 settembre 2026
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Ha scosso la Leventina la tragedia consumatasi mercoledì mattina nella vecchia centrale del Ritom, dove hanno perso la vita due dipendenti dell’Azienda elettrica ticinese. Si tratta di un elettricista 55enne domiciliato nel Comune di Monteceneri, sposato e padre di famiglia, da 35 anni fidato collaboratore di Aet e formatore di apprendisti in seno all’azienda. Con lui ha perso la vita un tirocinante di 18 anni, in formazione quale operatore in automazione, che viveva a Dalpe con i genitori e i due fratelli. Il sindaco Mauro Fransioli questa mattina ha fatto visita ai familiari portando loro l’abbraccio della comunità e delle autorità locali. «I giornalisti mi chiedono un’impressione, un commento, un ricordo. Fatico a farlo. In questo momento di grande dolore è difficile anche per me pronunciarmi. Siamo molto scossi e rattristati. La perdita tocca tutti noi e perciò la sola cosa che sento di poter dire è che siamo vicini alla famiglia Braga», spiega alla ‘Regione’.

Damiano Braga, questo il nome della giovane vittima, era figlio del vicesindaco Davide, ingegnere alle Ffs. «Damiano – sottolinea Fransioli – è cresciuto qui in paese ed era un bravo ragazzo, che amava il suo lavoro. Ha un fratello più giovane, anch’egli apprendista Aet, e una sorellina che frequenta le scuole medie, mentre la mamma fa parte del Consiglio parrocchiale. In questi contesti di paese, dove il senso di comunità è vivo e radicato, è altrettanto forte il senso di amicizia e di rispetto che ci unisce. L’affetto di tutti in questo momento è molto importante e interpreto con queste poche parole il sentimento di cordoglio della nostra gente».

Il ricordo al Campus formativo Bodio

Parole che si aggiungono a quelle del governo cantonale, dell'Unione sindacale e dei vertici aziendali, inviate mercoledì pomeriggio ai media tramite comunicati stampa. Nei prossimi giorni un ricordo speciale sarà dedicato a Damiano dal Campus formativo Bodio, dove seguiva la formazione teorico-pratica nell'ambito del tirocinio; particolare attenzione sarà riservata ai suoi compagni di classe, anch'essi duramente colpiti dalla perdita.

Erano lavori legati alla messa in funzione della nuova centrale

Quanto alla ricostruzione dei fatti, le due aziende titolari della Ritom Sa, società partecipata al 75% dalle Ffs e al 25% dal Cantone Ticino con Aet, sono in contatto con le autorità inquirenti, che hanno posto sotto sequestro l'area dove si è consumata la tragedia. Entrambe le aziende, concludeva il comunicato congiunto, “analizzeranno l’accaduto per comprendere le cause e trarre gli insegnamenti necessari”. Le verifiche appena avviate saranno lunghe e complicate: mirano a capire cos'abbia innescato l'esplosione e l'incendio verificatisi al piano -1 dove le due vittime stavano lavorando insieme. E se siano state rispettare le misure di sicurezza. Oggi gli specialisti della Polizia scientifica, insieme ai tecnici di Ffs e Aet, sono riusciti a raggiungere il punto, dov'è presente un punto di collegamento fra il vecchio edificio e quello nuovo. Interpellate dall'agenzia Ats/Keystone, le Ffs hanno spiegato che le due vittime stavano svolgendo lavori legati alla messa in funzione della nuova centrale; ma al momento non è possibile fornire informazioni più dettagliate sulla natura delle attività svolte.

Rinvio più che certo per la nuova centrale

Subito dopo l’incidente la produzione della vecchia centrale è stata interrotta e questa è tuttora fuori servizio; la produzione di energia riprenderà non appena saranno state completate le indagini e riparato/sostituito quanto andato distrutto dall'esplosione e dall'incendio. La vecchia centrale, che ha più di un secolo di vita, rimarrà in servizio fino a quando la produzione non sarà totalmente trasferita al nuovo vicino impianto, attualmente in fase di ultimazione. Questa fase, stando ai programmi, avrebbe dovuto avvenire verso fine 2027, ma un rinvio appare attualmente certo.

Ritorno al lavoro ‘affatto facile’

Ai microfoni della Rsi il sindacalista Claudio Isabella, responsabile del settore energetico per l’Ocst, spiega che per i collaboratori di Aet non sarà facile tornare al lavoro in quel cantiere: «Abbiamo già sentito che alcuni dipendenti faticano a operare in zone pericolose o chiuse. Questo rappresenta un grosso problema. Siamo in contatto con la commissione del personale e ci faremo avanti con tutti i dipendenti, così da renderci disponibili a sostegno di qualsiasi loro necessità».

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