Il giovane apprendista leventinese è deceduto insieme a un collega 55enne del Vedeggio. Il sindaco Fransioli: ‘La perdita tocca da vicino tutta la comunità’

Ha scosso la Leventina la tragedia consumatasi mercoledì mattina nella vecchia centrale del Ritom, dove hanno perso la vita due dipendenti dell’Azienda elettrica ticinese. Si tratta di un 55enne domiciliato nell’alto Vedeggio, da 35 anni fidato collaboratore di Aet, e di un apprendista di 18, operatore in automazione, che viveva a Dalpe con i genitori e i due fratelli. Il sindaco Mauro Fransioli questa mattina ha fatto visita ai familiari portando loro l’abbraccio della comunità e delle autorità locali. «I giornalisti mi chiedono un’impressione, un commento, un ricordo. Fatico a farlo. In questo momento di grande dolore è difficile anche per me pronunciarmi. Siamo molto scossi e rattristati. La perdita tocca tutti noi e perciò la sola cosa che sento di poter dire è che siamo vicini alla famiglia Braga», spiega alla ‘Regione’.
Damiano Braga, questo il nome della giovane vittima, era figlio del vicesindaco Davide, ingegnere alle Ffs. «Damiano – sottolinea Fransioli – è cresciuto qui in paese ed era un bravo ragazzo. Ha un fratello più giovane, anch’egli apprendista Aet, e una sorellina che frequenta le scuole medie, mentre la mamma fa parte del Consiglio parrocchiale. In questi contesti di paese, dove il senso di comunità è vivo e radicato, è altrettanto forte il senso di amicizia e di rispetto che ci unisce. L’affetto di tutti in questo momento è molto importante e interpreto con queste poche parole il sentimento di cordoglio della nostra gente».
Parole che si aggiungono a quelle del governo cantonale, dell'Unione sindacale e dei vertici aziendali, inviate mercoledì pomeriggio ai media tramite comunicati stampa. Quanto alla ricostruzione dei fatti, le due aziende titolari della Ritom Sa, società partecipata al 75% dalle Ffs e al 25% dal Cantone Ticino con Aet, sono in contatto con le autorità inquirenti. Entrambe le aziende, concludeva il comunicato congiunto, “analizzeranno l’accaduto per comprendere le cause e trarre gli insegnamenti necessari”. Le verifiche in corso mirano a capire cos'abbia innescato l'esplosione e l'incendio verificatisi al piano -1 dove le due vittime stavano lavorando insieme.