Consigliera comunale di Bellinzona sollecita il Municipio sul progetto alla Gerretta bocciato dal governo a causa dei vari contenuti ludici e degli orti

“Se il problema era costituito dall'inserimento nel progetto stradale di attrezzature ludiche e di relax non conformi al Piano regolatore, sorge spontanea una domanda: perché non ripartire con un progetto più semplice e conforme, realizzando almeno il collegamento ciclopedonale?”. Lo chiede la consigliera comunale di Bellinzona Lia Sansossio-Cippà (Avanti con Ticino&Lavoro, Più Donne e Noce) riferendosi al progetto di ciclopista comunale con annessi orti pubblici e aree ludiche nel comparto Gerretta-Pratocarasso mai decollato a causa dei ricorsi di alcuni confinanti accolti lo scorso autunno dal Consiglio di Stato. Ciò che aveva indotto il Municipio a non rivolgersi al Tribunale amministrativo cantonale e a sospendere ‘sine die’ il progetto da 4 milioni, anche per l’impossibilità ormai di beneficiare del cofinanziamento federale, pari al 40%, per la parte stradale di 780'000 franchi. A questo punto la consigliera, dopo quasi un anno di silenzio, chiede al Municipio se sia corretto ritenere che la decisione del Consiglio di Stato non escluda la possibilità di realizzare almeno la parte ciclopedonale, non contestata dai ricorrenti, tra via Monte Gaggio e via Vallone.
Stando a quanto anticipato allora dal nostro giornale, il problema evidenziato dal governo non risiede nell'obiettivo di creare un collegamento ciclopedonale, bensì nell'ampiezza degli interventi inseriti nella procedura prevista dalla Legge sulle strade. Ossia numerose attrezzature quali panchine, stalli per biciclette, aree picnic, giochi d'acqua per bambini, colonnine d'acqua, pergole con tavoli e sedute, sdraio, amache e attrezzi ginnici. Il Consiglio di Stato ha ritenuto che tali aree ludiche e di relax andassero oltre quanto riconducibile alla Legge sulle strade e costituissero piuttosto attrezzature d'interesse pubblico, non previste come tali dal Piano regolatore vigente.
Per questi motivi la consigliera chiede se prima della pubblicazione, il progetto sia stato sottoposto ai competenti servizi cantonali per un esame, un preavviso o un coordinamento. In caso affermativo, quali servizi lo avevano esaminato e quali osservazioni avevano formulato? Se vi era stato un esame cantonale preliminare, come spiega il Municipio che la problematica relativa alla conformità al Pr e alla Legge sulle strade sia emersa successivamente in maniera tale da determinare l'annullamento dell'approvazione del progetto? Quanto al costo dell’opera, la perdita del precedente contributo federale impedisce di ricercare nuove forme di cofinanziamento nell'ambito dei successivi Programmi d'agglomerato o di altri strumenti cantonali e federali? Il Municipio ha verificato questa possibilità?