Ticino

Dati dei detentori di veicoli rubati sistematicamente anche in Ticino

Lo fa sapere il Dipartimento istituzioni, che invita a non rispondere a richieste di denaro sospette. Sporta denuncia contro ignoti

è successa la stessa cosa anche in altri cantoni
(Ti-Press)
3 settembre 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

Ci sono anche automobilisti ticinesi tra le vittime dell’attacco hacker che ha permesso a malintenzionati di sottrarre in modo automatizzato dati pubblici relativi ai detentori di veicoli. A confermarlo è il Dipartimento delle istituzioni, dopo che negli scorsi giorni anche le autorità di altri cantoni avevano confermato a loro volta di aver ricevuto un attacco informatico e la sottrazione sistematica di dati. In ogni caso, rassicura il Di: “Non si registrano intrusioni nei sistemi informatici cantonali. I dati interessati non comprendono quelli dei detentori che hanno richiesto di non rendere pubbliche le proprie informazioni”. La Sezione della circolazione è in contatto con gli altri Cantoni coinvolti, ha sporto denuncia contro ignoti e invita la popolazione alla prudenza. Motivo per cui la pagina web ‘Elenco targhe Cantone Ticino’ è stata nel frattempo disabilitata.

I detentori di veicoli sono però chiamati a fare attenzione. I dati potrebbero infatti essere utilizzati per operazioni di ‘phishing’. Ovvero l’inganno che mettono in atto i malintenzionati fingendosi autorità pubbliche e attendibili per chiedere denaro alle vittime. “Fate attenzione a comunicazioni inattese quali lettere, e-mail o SMS che richiedano pagamenti urgenti o dati personali e finanziari, con riferimento a presunte multe, tasse di circolazione, controlli tecnici o pedaggi esteri”. L’invito delle autorità è, in caso di dubbi, di contattare l'autorità competente attraverso i canali ufficiali, senza utilizzare i recapiti indicati nella comunicazione sospetta.

“Il modulo di ricerca dei detentori di veicoli – ricorda il Di nella sua comunicazione – consente, conformemente al quadro giuridico federale, di consultare determinate informazioni associate a una targa, quali il nome, il cognome e l’indirizzo del detentore. Il modulo è stato utilizzato nell’ambito di un attacco informatico in modo automatizzato per raccogliere dati su larga scala, aggirando intenzionalmente i meccanismi di protezione che limitano il numero di richieste. Sono interessati il numero di targa, il nome e l’indirizzo dei detentori dei veicoli”. Non sono invece interessati i dati dei proprietari che hanno richiesto di non rendere pubbliche le proprie informazioni.

Nel frattempo avanza anche l’indagine. La Sezione della circolazione si è attivata già la scorsa settimana, prendendo contatto con il fornitore del servizio e con gli altri Cantoni interessati dalla sottrazione di dati. Non appena è stato confermato il coinvolgimento di dati ticinesi, il Dipartimento delle istituzioni, tramite la Sezione della circolazione, ha sporto denuncia penale al Ministero pubblico. “Come gli altri Cantoni coinvolti – sottolinea la nota del Dipartimento – anche il Ticino non intende cedere a richieste di riscatto: il pagamento non garantisce infatti la cancellazione dei dati, finanzia gli autori dell’attacco e incentiva ulteriori azioni di questo tipo”.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali