La procura federale chiederà un trattamento ambulatoriale per la 37enne che a gennaio aveva gridato ‘Allah Akbar’ in viale Stazione

Nessun atto d'accusa nei confronti della 37enne che lo scorso 30 gennaio era entrata in un negozio di telefonia in viale Stazione minacciando i commessi con un coltello e gridando a più riprese “Allah Akbar”. Lo riferisce la Rsi sul suo sito. La donna, sulla base della perizia psichiatrica alla quale è stata sottoposta, al momento dei fatti era incapace di intendere e volere. La richiesta della procura federale è dunque quella di sottoporre la donna a un trattamento ambulatoriale e di collocarla in un foyer. Il caso approderà il prossimo 28 settembre davanti al Tribunale penale federale di Bellinzona. Secondo gli inquirenti, inoltre, non vi sono stati riscontri di una sua affiliazione a organizzazioni terroristiche.