Dal 1° settembre la professoressa avvierà un gruppo di ricerca sulle alterazioni genetiche e molecolari che portano allo sviluppo dei linfomi

“Acquisto” di spessore per l’Istituto oncologico di ricerca (Ior) di Bellinzona, affiliato all’Usi e membro di Bios+. Dal 1° settembre la professoressa Laura Pasqualucci, scienziata di fama internazionale nel campo della biologia dei linfomi e professoressa ordinaria di patologia e biologia cellulare alla Columbia University di New York, una delle più rinomate università del mondo, avvierà un suo gruppo di ricerca a Bellinzona. Il nuovo laboratorio sarà dedicato allo studio dei meccanismi molecolari alla base dei linfomi maligni e porterà a nove il numero complessivo dei gruppi di ricerca dello Ior.
Con una lunga esperienza negli Stati Uniti, la professoressa Pasqualucci porta allo Ior competenze scientifiche di primo piano, rafforzando ulteriormente il programma di ricerca dell’Istituto nell’ambito dei linfomi. Il suo laboratorio di linfomagenesi, sostenuto dalla Horten Health Foundation attraverso un finanziamento quinquennale di avviamento, studierà le alterazioni genetiche e molecolari che portano allo sviluppo dei linfomi, con l’obiettivo di comprenderne meglio i meccanismi e individuare nuove vulnerabilità delle cellule tumorali.
Il gruppo contribuirà in particolare a rafforzare il collegamento tra ricerca di base, ricerca traslazionale e attività clinica, integrando le proprie competenze con quelle già presenti allo Ior e con la stretta interazione con l’Istituto Oncologico della Svizzera Italiana (Iosi). Questa vicinanza alla clinica rappresenta anche una delle ragioni che hanno portato Laura Pasqualucci, dopo quasi trent’anni negli Stati Uniti, a scegliere Bellinzona per questa nuova fase della sua attività scientifica.
Accanto alle opportunità scientifiche e traslazionali, Pasqualucci sottolinea il potenziale e il dinamismo dell’ambiente di ricerca che ha trovato a Bellinzona: «Ogni volta che entro nell’edificio di Bios+ percepisco un entusiasmo che mi fa guardare a questa nuova fase come a un passaggio di crescita di grande valore. Lasciare New York, dal punto di vista personale e affettivo, non sarà semplice, ma professionalmente questo trasferimento rappresenta per me l’inizio di una nuova sfida che non vedo l’ora di intraprendere».