Bellinzonese

Benzina giù di 20 centesimi, scoppia il caso bellinzonese: interrogazione

La Lega al CdS sulla guerra dei prezzi iniziata dopo l’apertura della stazione di servizio Etzelpark in via Zorzi: ‘Finora si è pagato più del dovuto?’

Da pochi giorni attiva a Bellinzona
(Foto laRegione)
1 luglio 2026
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Non è passato inosservato il nostro articolo odierno dedicato a quanto sta succedendo da qualche giorno lungo la strada principale di Bellinzona, via Zorzi, dove le varie stazioni di servizio hanno di colpo ridotto il costo del carburante dopo il recente arrivo sul mercato di un nuovo attore, Etzelpark, che ha da subito applicato un costo al litro inferiore al franco e 70. Mentre i conducenti ringraziano e sui social si scatena la tesi secondo cui “allora il prezzo alto del carburante è tutta una farsa”, scatta immediatamente l'interrogazione al Consiglio di Stato. Primo firmatario il granconsigliere e municipale leghista di Bellinzona, Mauro Minotti. Titolo: “Basta un nuovo distributore per abbassare i prezzi di 20 centesimi al litro: come lo spiega il Consiglio di Stato?”. Atto parlamentare firmato da altri nove deputati leghisti.

‘Oltre quanto imposto dai reali costi di mercato?’

“L’arrivo di un nuovo operatore nel mercato della distribuzione di carburanti a Bellinzona ha prodotto un effetto tanto immediato quanto sorprendente”, si premette nel testo: “Nel giro di pochi giorni praticamente tutti i distributori della regione hanno ridotto il prezzo della benzina senza piombo 95 e 98 e del diesel di circa 20 centesimi al litro. Per gli automobilisti ticinesi, confrontati con il continuo aumento del costo della vita, il passaggio della benzina senza piombo 95 da circa 1.89 a 1.69 franchi al litro rappresenta un beneficio importante. Questo episodio pone però una domanda inevitabile: se è bastato l’arrivo di un nuovo concorrente per provocare una riduzione così consistente dei prezzi, significa forse che fino a quel momento gli automobilisti hanno pagato il carburante ben oltre quanto imposto dai reali costi di mercato?”.

Domanda lecita. E perciò i deputati tirano in ballo il governo, cui si chiede “come spiega una riduzione generalizzata dei prezzi in pochi giorni” e se ritiene che tale diminuzione sia riconducibile esclusivamente all’arrivo di un nuovo concorrente. E ancora: il CdS considera che il mercato ticinese della distribuzione di carburanti sia realmente concorrenziale? Intende segnalare il caso alle competenti autorità federali, in particolare alla Commissione della concorrenza (Comco), affinché sia verificato se il mercato abbia funzionato correttamente o se i consumatori abbiano pagato per anni prezzi ingiustificatamente elevati?

Non sostenibile a lungo termine?

“È doveroso fare chiarezza”, insistono i granconsiglieri leghisti: “Se oggi il carburante può essere venduto a 20 centesimi in meno al litro senza che i distributori vadano in perdita, i cittadini hanno il diritto di sapere perché fino a ieri erano costretti a pagarlo molto di più”. Da noi intervistato, Boris Martinoni, portavoce dell’Associazione ticinese stazioni di servizio (Atss), ha spiegato che «di solito si tratta di una strategia a corto termine, per entrare in un nuovo mercato. A lungo termine, invece, i prezzi dovrebbero stabilizzarsi a livelli non troppo bassi, perché altrimenti l’attività potrebbe diventare finanziariamente non più sostenibile».

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