AIROLO

‘Paulina’ ha ripreso a scavare

La fresa meccanica impiegata nel cantiere sud del secondo tubo del San Gottardo, ferma da giugno 2025, è tornata in azione

18 maggio 2026
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“Paulina” ha ripreso a lavorare. La fresa meccanica incaricata di scavare la parte sud del secondo tunnel del San Gottardo, è finalmente tornata in azione. Era stata fermata nel giugno di un anno fa a causa di un crollo di roccia che nel frattempo è stato possibile mettere in sicurezza con misure di sostegno convenzionali. Un crollo che in un primo momento aveva fatto supporre un ritardo nella consegna dell’opera, ipotesi poi scartata, con la conferma dell’apertura nell’estate del 2030. Nel frattempo, precisa l’Ufficio federale delle strade (Ustra) in un comunicato, lo scavo nella zona di disturbo sud è progredito secondo i piani, tanto che al momento attuale il 75% è già stato completato: all’uscita dalla zona di disturbo mancano ora meno di 100 metri.

A nord scavati 4'000 metri

Tutti dati, questi, forniti alla Commissione politica di accompagnamento in una riunione tenutasi ad Airolo lo scorso 8 maggio. Riunione apertasi con una retrospettiva sulla caduta del diaframma del 29 aprile, quando la fresa meccanica (Tbm) “Alessandra” ha raggiunto la zona di disturbo nord, scavata in precedenza. A partire da Göschenen l’avanzamento dello scavo ha già raggiunto i 4'000 metri, il che corrisponde circa al 50% della lunghezza complessiva. La Tbm è attualmente in fase di manutenzione e successivamente verrà spostata attraverso la zona di disturbo tramite un binario trasportatore. Nella parte di galleria già scavata si stanno installando i canali per le condutture (attualmente fino al metro 3'420) e si stanno scavando e rivestendo con casseforme i collegamenti trasversali con il cunicolo di servizio e infrastrutturale (SISto) esistente. Al portale nord si sta realizzando la soletta intermedia del tunnel di accesso; inoltre, sono iniziati anche i lavori di equipaggiamento interno dei primi metri di galleria.

Nel frattempo prosegue a pieno regime anche la gestione dei materiali di scavo. A oggi ne sono state trattate circa 500’000 tonnellate come inerti per la produzione di calcestruzzo: inoltre, il cantiere del San Gottardo ha fornito un altro milione di tonnellate per il riempimento del lago di Uri, per il quale circolano attualmente sette treni al giorno. I controlli effettuati hanno confermato la buona qualità di un materiale pronto per essere utilizzato.

Per quanto attiene all’impatto ambientale dell’intero cantiere, i Cantoni, con il supporto tecnico dell’Ustra, verificano regolarmente la situazione: al momento i risultati sono positivi e vengono pubblicati ogni tre mesi sul sito web del progetto.

Primo tubo, inizio dei lavori di ristrutturazione

Come noto, la costruzione del secondo tubo permetterà non soltanto di avere maggiore sicurezza all’interno della galleria, ma anche di procedere al risanamento del primo tubo. In questo senso, dallo scorso mese di aprile nel SISto – costruito insieme alla prima galleria – si stanno rimuovendo i canali di drenaggio dell’acqua contenenti amianto. I lavori su tutta la lunghezza della galleria dureranno circa tre anni. Questi interventi preventivi sono necessari per consentire, a partire dal 2030, una riparazione più rapida e sicura del primo tunnel. Il SISto rimarrà completamente in funzione per tutto il periodo.

Infine, l'Ustra ha adeguato la competenza formale relativa ai lavori sulle due canne del tunnel stradale del San Gottardo: la filiale Infrastrutture di Bellinzona è responsabile della costruzione del secondo tunnel (come finora) e – novità – del risanamento del primo tunnel, compresa la copertura dell’autostrada ad Airolo. La filiale di Zofingen rimane responsabile di tutte le attrezzature operative e di sicurezza di entrambe le gallerie, nonché delle strutture a nord e dei cantieri.

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