In funzione l’atteso e innovativo sistema che ha consentito un sensibile miglioramento: costato 1,8 milioni e pagato interamente dalla Confederazione

Dopo i problemi emersi negli anni scorsi, a Sant'Antonino è entrato in funzione l’innovativo sistema di filtrazione a carbone attivo per la rimozione dei Pfas dall’acqua potabile, progetto fortemente voluto dalle autorità locali e “che dimostra senso di responsabilità verso la popolazione”, sottolinea il Municipio in un comunicato. I controlli effettuati confermano l’efficacia dell’intervento: la concentrazione di Pfas è stata ridotta a valori inferiori ai 2 ng/l, rientrando così nei parametri auspicati.
Nonostante la complessità tecnica del progetto, realizzato nei pressi del centro scolastico in zona Boschetti, il Comune ha saputo portare a termine un’opera all’avanguardia, risultando tra i primi in Ticino e tra i pionieri in Svizzera ad adottare una soluzione di questo tipo. L’investimento di circa 1,8 milioni di franchi è stato interamente riconosciuto dalla Confederazione, che al termine di lunghe verifiche ha attribuito la contaminazione dell’acqua di falda ai lavori legati alla galleria di base del Monte Ceneri. “Questo intervento rappresenta un esempio concreto di gestione tempestiva ed efficace di una criticità ambientale, a tutela della salute pubblica e della qualità delle risorse del territorio”, conclude la nota municipale.