La Sezione enti locali, partendo da una sentenza del Tribunale federale, cancella la norma inserita nel Regolamento comunale a seguito di una mozione

Intento lodevole ma inapplicabile poiché ‘fuorilegge’. A sette anni dall’accoglimento in Consiglio comunale a Bellinzona della mozione Locatelli volta a fermare il precariato negli appalti pubblici impedendo alle ditte vincitrici di impiegare personale interinale salvo casi eccezionali e giustificati, la Sezione enti locali annulla la recente decisione del Legislativo (presa nel contesto del Preventivo 2026) di applicare tale principio codificandolo nel Regolamento comunale. Motivo: nel 2021 il Tribunale federale nell’ambito di un ricorso contro una decisione analoga presa da un altro Comune ticinese aveva stabilito che tale divieto è illegale essendo contrario all’Accordo sulla libera circolazione delle persone concluso nel 1999 fra la Confederazione e la Comunità europea e i suoi Stati membri. Questo – scriveva lo stesso anno il governo cantonale – implica che le agenzie interinali “non sono più sottoposte alle regole applicabili al subappalto”. In altre parole “le imprese vincitrici possono continuare a usare personale temporaneo o notificato”. Prima di Bellinzona, ricordiamo, anche i Comuni di Chiasso e Biasca avevano varato norme simili.
Contro la decisione della Sel il Municipio può interporre ricorso al Consiglio di Stato. Nel 2019 l'Esecutivo cittadino concludeva le osservazioni finali sulla mozione invitando il Cc a votarla “nello spirito della revisione della Legge sulle commesse pubbliche, purché si permetta comunque l’utilizzo di dipendenti interinali o notificati in caso di necessità (quando la ricerca di personale indigeno è risultata infruttuosa), pena il rallentamento dell’esecuzione dell’opere pubbliche previste”. La Commisisone della legislazione rincarava la dose sottolineando che “Bellinzona può dunque contribuire a combattere diverse forme di precariato andando a definire in maniera più precisa quale tipo di occupazione devono offrire le imprese vincitrici di un concorso pubblico indetto dalla Città. Inoltre l’accettazione della mozione darà un importante segnale politico nella direzione di un mercato del lavoro meno soggetto ad abusi e situazioni di precarietà”. Su 47 consiglieri votanti, due soli i contrari e due gli astenuti. Un messaggio politico chiaro finito contro il muro dell'illegalità.