Docente arrestato alle Medie di Giubiasco: il 37enne ha presieduto un sodalizio frequentato da giovani, ma senza suscitare sospetti

Vanta una discreta attività anche in ambito sportivo il docente 37enne della Scuola media di Giubiasco – peraltro anche ufficiale dell'Esercito – arrestato il 17 marzo con l'accusa di presunti reati legati alla sfera intima di alcune allieve minorenni. Attività sia agonistica, la sua, sia dirigenziale avendo presieduto in passato un club del Bellinzonese. Quanto basta, pur considerando la presunzione d'innocenza, per chiedersi se le sue attenzioni riservate oggi ad allieve minorenni di scuola, possano aver riguardato anche giovani sportive.
L'attuale presidente del sodalizio, interpellato dalla ‘Regione’, spiega di essergli succeduto alla testa del comitato e di non aver mai raccolto testimonianze al riguardo, né sentito voci. Il comportamento oggetto d'inchiesta, per ora, sarebbe dunque da ricondurre al solo contesto scolastico. Testimonianze da noi raccolte nell'istituto giubiaschese parlano di ricreazioni da lui trascorse “in classe con un'allieva di quarta media”, presumibilmente quella con la quale – sempre stando a nostre informazioni – il 37enne avrebbe intrattenuto una relazione.
E visto che la Procura e la Polizia cantonale nel loro comunicato parlano di “alcune minorenni” presunte vittime, questa ipotesi ci viene riferita in un'altra testimonianza, secondo cui “ci provava spesso con allieve dell'istituto”. Voci tutte da confermare, che abbiamo raccolto in un contesto delicato e sensibile e che indicano l'esistenza di una situazione forse nota da tempo, o perlomeno sulla bocca di molti.
A questo riguardo, ricordiamo, nel 2023 il Decs dopo la condanna dell'ex direttore di una scuola media del Luganese per fatti simili a quelli odierni, aveva introdotto l'obbligo per le direzioni scolastiche di notificare comportamenti inadeguati di docenti. La domanda s'impone: la Direzione giubiaschese ha gestito correttamente il caso qualora fosse confermato che da diverso tempo giravano voci sugli atteggiamenti ambigui dell'insegnante arrestato, attivo nella sede da una decina d'anni? Dal canto suo la Procura, ricordiamo, ha comunicato che “l'inchiesta è partita a seguito di una segnalazione al Ministero pubblico effettuata dai servizi del Decs appena ricevuta una segnalazione di possibili comportamenti di rilevanza penale da parte di un docente nei confronti di una persona minorenne”.
Per capire dunque quanto vi è stato a monte, i granconsiglieri Sara Beretta Piccoli e Massimo Mobiglia (Verdi liberali) in un'interrogazione al Consiglio di Stato chiedono di spiegare “quando sono emersi i primi sospetti o segnali che hanno portato alla segnalazione al Ministero pubblico; quali sono state le tempistiche tra la segnalazione, l’avvio degli accertamenti e la sospensione del docente; quali protocolli sono attualmente in vigore nel sistema scolastico cantonale per la gestione di sospetti abusi o comportamenti inappropriati da parte del personale docente; se sono previste verifiche periodiche o strumenti di monitoraggio per individuare precocemente situazioni a rischio; come valuta il CdS la gestione della comunicazione verso le famiglie e l’opinione pubblica; se intende definire linee guida più chiare per bilanciare esigenze istruttorie e diritto all’informazione; se è prevista una formazione obbligatoria per i docenti e il personale scolastico sul riconoscimento e la prevenzione degli abusi; se ritiene che i meccanismi di vigilanza attuali siano sufficienti o intende rafforzarli; se sono previste verifiche interne per accertare eventuali lacune nel sistema di controllo; quali azioni concrete intende intraprendere per prevenire il ripetersi di simili situazioni; se è prevista una revisione delle procedure di assunzione e controllo del personale docente”.