Bellinzonese

‘Castelli’, il Partito Comunista sostiene il referendum

Il Pc è contrario all'esternalizzazione della gestione e all'accesso a pagamento alla corte interna di Castelgrande e a parte della murata

(Ti-Press)
20 marzo 2026
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Anche la sezione bellinzonese del Partito Comunista ha deciso di sostenere il referendum lanciato dal Noce contro il credito di circa 19 milioni di franchi per la valorizzazione della Fortezza (o dei castelli) di Bellinzona. Il Pc “non si oppone certo alla valorizzazione dei castelli in sé, ma contesta due elementi fondamentali del progetto, per i quali si reputa necessario il voto popolare: l’esternalizzazione della gestione a una fondazione e l’estensione dell’accessibilità a pagamento alla corte interna di Castelgrande e a parte della murata”, si legge in un comunicato. “La futura fondazione gestirà infatti i castelli in modo autonomo rispetto all’ente pubblico e sfuggirà dunque a ogni reale controllo democratico sia dei consiglieri comunali eletti, sia della cittadinanza”. Fondazione che in futuro “potrebbe ad esempio aumentare liberamente i prezzi del ticket d’accesso ai castelli”. Inoltre “tutte le scelte di marketing, di sviluppo e di politica turistica verrebbero di fatto escluse dal dibattito pubblico”. Insomma, il Pc “critica il Municipio che si è incaponito, prima forzando la mano su un nome detestato dalla popolazione come ‘Fortezza’; poi insistendo sulla governance, rinunciando a presentare soluzioni alternative rispetto all’esternalizzazione della gestione a una fondazione; infine sul pagamento per l'accesso a una corte interna che rappresenta uno degli ultimi spazi verdi del centro storico”. Di conseguenza il Partito Comunista reputa “doveroso che l’ultima parola sul futuro di un patrimonio collettivo come i castelli spetti ai cittadini”.