Il progetto della durata di cinque anni è ritenuto dal Municipio ‘inderogabile’ e ‘sostenibile per le finanze comunali’ grazie anche a sussidi pari al 74%

Un credito di 945mila franchi per un progetto di lotta e gestione delle neofite invasive presenti sul fondovalle di Biasca. È quanto chiede il Municipio per mettere in atto misure concrete nel periodo 2026-2030. Progetto che può beneficiare di sussidi da parte del Cantone e della Confederazione pari al 74% dei costi preventivati. Di conseguenza a carico del Comune resterebbero poco meno di 152mila franchi da spalmare su cinque anni. Un investimento che l'Esecutivo ritiene “inderogabile” e anche “sostenibile per le finanze comunali”. Al progetto partecipa anche Pollegio con 6'500 franchi “per garantire una gestione coerente lungo il fiume Brenno, il cui alveo è condiviso tra i due Comuni”.
Il Piano di gestione ha quali obiettivi principali “contenere e prevenire la diffusione delle neofite invasive attraverso adeguate misure di gestione del territorio; eradicare le specie prioritarie in aree specifiche; sensibilizzare e coinvolgere gli attori locali; monitorare l'evoluzione dei focolai e adottare nel tempo i metodi di gestione”. In particolare si vuole contrastare – con metodologie di intervento principalmente meccaniche; eventuali interventi chimici saranno valutati caso per caso – la diffusione del poligono asiatico (del Giappone), dell’ailanto, della paulownia, del sommacco maggiore, della palma e del Lauroceraso. Concretamente le misure prevedono tagli, estirpazioni e cercinature. Nell'area protetta della Legiuna, nella zona più a sud a Loderio, si prevedono inoltre interventi sperimentali di tipo agroforestale “concepiti secondo un approccio integrato e sostenibile, volto a favorire il recupero della biodiversità locale e a garantire la stabilità ecologica dell'area nel lungo periodo”.
Nel corso del progetto sarà pure definita una strategia di coinvolgimento dei proprietari privati. L'intenzione è in particolare quella di sensibilizzare e informare i proprietari “riguardo alla presenza e ai rischi delle neofite invasive, nonché alle misure gestionali raccomandate”; di individuare “incentivi, meccanismi di collaborazione e supporto tecnico per facilitare gli interventi sui terreni privati”; e di definire “criteri chiari circa le responsabilità, gli obblighi di manutenzione e le modalità di controllo sulla persistenza delle specie invasive”.
Come detto, lavori sono previsti dall'estate di quest'anno fino al 2030, “anno in cui verrà valutato come impostare la gestione futura, garantire un approccio coerente con gli obiettivi prefissati e promuovere il consolidamento di una cultura di gestione attiva e di prevenzione rispetto alla problematica delle neofite invasive”.