Bellinzonese

La vita social del 24enne arrestato: finzione o realtà di un matricida

Su Instagram si mostra mentre spara con delle armi, ostenta lusso e denaro. Al suo fianco, in molte situazioni, un noto trapper romano

A sinistra il trapper romano, a destra il 24enne bellinzonese arrestato
29 gennaio 2026
|

Sembra dire parecchio il ‘volto social’ del 24enne che mercoledì notte alle 3.30 ha ucciso a coltellate la madre 46enne nel proprio appartamento di via Mirasole 15 a Bellinzona. Il fatto che sia stato ricoverato in una struttura sanitaria poiché ritenuto non interrogabile a causa dello stato psicofisico accertato al momento del fermo scattato nella palazzina, contrasta ma allo stesso tempo potrebbe anche indicare una condizione apparente di spacconeria. Non è dato sapere se nella vita di tutti i giorni o soltanto in occasioni saltuarie o incontri sporadici e particolari. Né, in definitiva, se le immagini e i filmati che lo ritraggono con in mano armi e denaro siano in fondo soltanto la rappresentazione di una sceneggiatura trap e non il vero volto di un ragazzo di casa in un quartiere perbene della capitale ticinese. Un giovane tuttavia dedito al consumo di droghe che, sommato ad altri problemi, ha comportato più ricoveri. Un giovane peraltro anche noto alle forze dell’ordine per delle risse e ora indagato per assassinio nei confronti della madre e per aver tentato di uccidere, nella stessa circostanza, anche il compagno di lei.

‘Liberi di essere ciò che siamo’

Diverse foto ritraggono il 24enne insieme a un noto trapper romano. Ritenuto tra gli esponenti più solidi della cultura trap e drill italiana, negli anni passati era stato arrestato e condannato per tentata rapina, lesioni e violenze sulla compagna incinta e anche su qualche fan. I testi dei brani, caratterizzati da un linguaggio provocatorio e da riferimenti espliciti al consumo di droga, non sono tipicamente da Premio Tenco. L’ultimo lavoro intitolato ‘Drugrixh’, cui si arriva direttamente dalla pagina Instagram del giovane matricida bellinzonese, è descritto dalla ‘critica’ come “la definizione di uno stile di vita, una cultura che mescola realtà, rischio e appartenenza”. È lui stesso peraltro, in qualche intervista, a stabilire che Drugrixh “è l’essenza della trap culture, dove siamo liberi di essere ciò che siamo”.

Armi, lusso e denaro

Ma è davvero così? È questo l’autentico stato esistenziale del 24enne ticinese? Sul proprio profilo social è ritratto in uno stand di tiro mentre imbraccia un fucile e scarica interi caricatori di pistola in direzione dei bersagli. In una foto fuma quello che sembra essere uno spinello e fra le mani tiene una mazza da baseball. In altre immagini mostra pacchi di denaro contante, molto denaro, franchi ed euro. E ancora, eccolo mentre viaggia su un’auto di lusso ed esibisce oggetti griffati. E poi, tante foto e video al fianco dell’amico trapper. Un’immagine in particolare colpisce, perché quest’ultimo esibisce un grande machete e il giovane arrestato sfodera diverse banconote di franchi svizzeri. Finzione o realtà? Oggetti reali o falsi e innocui? Oppure una rappresentazione di qualcosa che si mischia e confonde con un’apparente redenzione data in pasto ai media dal trapper. Il cui obiettivo nella vita è, parole sue, pronunciate davanti alle telecamere, «riempirmi le tasche e non morire povero».

I servizi sapevano?

Sono in molti oggi a chiedersi cos’abbia da spartire con lui il 24enne bellinzonese, quale reale connessione egli avesse con uno stile di vita che ostenta un misto di aggressività, violenza e successo. Se i servizi sociali e le autorità ticinesi non si siano mai accorti, nel corso degli anni, di questa rappresentazione sopra le righe. E se si sono accorti, quale idea si sono fatti e quale approccio hanno o non hanno avuto per una corretta gestione e presa a carico – la migliore possibile – di un caso comunque molto delicato indipendentemente dal profilo social.

Il 61enne è fuori pericolo

Intanto il lavoro degli inquirenti ticinesi prosegue alla ricerca di tutti i perché possibili e immaginabili. La Scientifica sta ultimando i rilievi tecnici nell’appartamento e nel pianerottolo al terzo piano, sulle cui porte sono state rinvenute parecchie tracce di sangue avendo la vittima cercato aiuto in fuga dal figlio accoltellatore. Sono stati interrogati familiari, amici, sentiti gli inquilini. Interessante sarà la versione dei servizi sanitari e sociali che hanno avuto in custodia il giovane nell’arco degli anni, per capire cosa non ha funzionato. Per contro, come detto, la polizia e il procuratore pubblico Zaccaria Akbas non hanno ancora potuto verbalizzare il 24enne. Perciò non è ancora stato possibile inoltrare al giudice dei provvedimenti coercitivi la richiesta di convalida dell’arresto. Infine una buona notizia: il compagno della vittima, un uomo di 61 anni, è fuori pericolo nonostante le molte ferite da taglio riportate su più parti del corpo.

Leggi anche: