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Elezioni 2024, il ‘settebello’ turrito attende Mario Branda

Gli altri sei municipali pronti a ricandidarsi, il sindaco ne discuterà con la sezione Ps. Cintura: sicuri Decarli (Arbedo-Castione) e Bertoli (Cadenazzo)

Il ‘settebello’ di Bellinzona in carica dal 2021
(Ti-Press)

Avanti nella continuità, sebbene in un caso la riflessione in corso richieda ancora un po’ di tempo. A un anno dalle elezioni comunali il ‘settebello’ di Bellinzona gioca a carte quasi scoperte. Quasi, nel senso che il sindaco Mario Branda, classe 1960 e in carica dal 2012, si prende ancora un po’ di tempo prima di comunicare la propria disponibilità, o meno, a candidarsi per un quarto mandato, il terzo nell’era della nuova Bellinzona. Quello che molti potrebbero ritenere un passo scontato in un contesto di ampio sostegno dell’elettorato socialista, di sinistra e trasversale a favore di ‘super Mario’ – con un’ulteriore vittoria nell’urna che è facile considerare quasi certa – al momento non lo è ancora per il diretto interessato. Si dicono invece sin d’ora pronti a mettersi nuovamente in gioco i sei colleghi di esecutivo, desiderosi di continuare a restare nella stanza dei bottoni a Palazzo Civico. Pianificazione e costruzione del nuovo Quartiere Officine, consolidamento della ricerca biomedica, realizzazione del nuovo ospedale, rilancio turistico della Fortezza… Sono i principali progetti seguiti dalla Città in prima battuta e insieme ad altri partner, senza dimenticare le esigenze dei quartieri. «In effetti – ragiona Branda interpellato dalla redazione – si cominciano a intravedere i frutti dell’importante lavoro avviato nel 2017 con l’aggregazione». Opinione questa condivisa dagli altri municipali. «Mi fa piacere che anche i colleghi la vedano in questo modo. Progetti impegnativi e a lunga gittata – prosegue – che stanno lentamente prendendo forma e che qualunque sindaco e municipale vorrebbe un giorno vedere concretizzati, o quanto meno avviati, anche grazie al proprio contributo personale e dispendio di energie. Quanto a una mia candidatura, a ogni modo, devo ancora parlarne con la sezione socialista». Lo dice sebbene già la scorsa estate, quando il Ps ticinese componeva la lista dei candidati per le recenti elezioni cantonali, «io abbia espresso il desiderio di potermi concentrare su Bellinzona e i suoi progetti». Questo, gli chiediamo, vale anche per le elezioni federali del 22 ottobre? Il seggio socialista agli Stati è infatti vacante con la recente elezione di Marina Carobbio in Consiglio di Stato; e sia il Plr sia il Centro mirano a riprenderselo dopo averlo perso nel 2019. Ma anche qui Branda non si sbottona, ricordando tuttavia di aver recentemente pubblicato sulla ‘Regione’ un contributo a favore di un candidato Verde per gli Stati. Qualora fosse l’attuale consigliera nazionale Greta Gysin, si aprirebbe per lui la via della Camera bassa? Altra domanda prematura (e nemmeno posta).

‘C’è ancora tanto da fare’

Eletto nel 2021 sulla lista dell’Unità di sinistra è Henrik Bang, capodicastero Opere pubbliche: «Il lavoro in Municipio – dichiara confermando la propria disponibilità – mi appassiona perché molto concreto. E la riorganizzazione del Dop sta dando i suoi frutti. Abbiamo riavviato progetti importanti che erano un po’ fermi, come le sedi scolastiche, l’oratorio di Giubiasco, il centro Mep. C’è tanto da fare e avrei piacere di continuare». Con tre municipali su sette, il Plr è pronto a calare il tris. Il vicesindaco Simone Gianini, capodicastero Territorio e mobilità, nonché presidente della Commissione regionale dei trasporti, ritiene sia ancora presto per esprimersi ma lascia chiaramente intendere di non voler abbandonare la politica bellinzonese: «Sto lavorando sodo, mi piace quello che sto facendo e vedo che c’è ancora tanto da fare». La sua prima elezione risale al 2012, come Branda, contro cui ha perso il ballottaggio nel 2021.

‘Progetti e motivazione’

In carica da soli due anni il capodicastero Finanze, economia e sport Fabio Käppeli: «Non ricandidandomi per il Gran Consiglio ho fatto una scelta a favore dell’impegno in Municipio. Oltre ai progetti noti e in corso, entusiasmanti ma che necessitano di tempo per essere portati a termine, nel mio dicastero è stato possibile avviare alcuni dossier, penso allo sviluppo strategico della Bellinzona sportiva; dossier che dovranno essere implementati nel prossimo quadriennio». Sulla stessa lunghezza d’onda Renato Bison, capodicastero Educazione, cultura, giovani e famiglie, pure lui in carica da due anni: «Ricandidarmi? La mia risposta è un chiaro ‘sì’. Ma ovviamente ci sono dei presupposti che andranno discussi nei prossimi mesi con il vertice della sezione Plr. Mi piace quello che faccio e vorrei poter proseguire per portare a termine alcuni progetti avviati e alcune idee che ho in testa e che vorrei sviluppare a breve».

In sella dal 2012 è Giorgio Soldini, classe 1955, dirigente Ias in pensione, capodicastero Anziani e ambiente. Un dicastero – ma in sé l’intero Municipio – finito sotto i riflettori della politica per i decessi in casa anziani a Sementina, un caso sfociato anche nel penale e nella condanna, lo scorso gennaio, dei vertici della struttura per reati contravvenzionali. Ora il Cantone segue da vicino l’iter avviato per integrare Casa Greina nel sistema comunale: «Come altri, è un dossier che mi stimola molto e che mi induce a mettermi ancora a disposizione. Ho tempo a disposizione e sono motivato, ma ovviamente la riflessione va fatta col vertice della sezione del Centro», dichiara un prudente Soldini sottolineando anche l’importanza e la complessità della gestione rifiuti. Infine il leghista Mauro Minotti, eletto la prima volta nel 2017 e riconfermato nel 2021 sempre nella lista condivisa con l’Udc. A differenza di Bang e Käppeli, che hanno rinunciato al Gran Consiglio, lui ha risollecitato un nuovo mandato e il 2 aprile lo ha ottenuto: «Ho quasi 60 anni, sono fresco di prepensionamento e oltre al Patriziato di Carasso mi appassiona dedicare le energie alla politica. Il clima in Municipio è costruttivo e vorrei poter continuare a dare il mio contributo» che nel 2021 è passato dal Dicastero finanze a quello della Sicurezza e dei servizi industriali.

Sud-nord

Riserve da sciogliere

Nella cintura urbana al momento sono due i sindaci uscenti, entrambi liberali-radicali, ad aver sciolto le riserve. Luigi Decarli dirige l’esecutivo di Arbedo-Castione dal 2008: contrario all’aggregazione, è stato plebiscitato anche per questo motivo. «Sono in Municipio da 30 anni e c’è ancora ‘qualcosa’ da fare», dichiara: «Mi sta a cuore la realizzazione delle Officine ad opera delle Ffs: un progetto d’importanza nazionale che il Comune segue molto da vicino. Pure importanti la pianificazione territoriale e le opere di premunizione». In carica dal 2016 a Cadenazzo è Marco Bertoli, che però non è stato rieletto in Gran Consiglio. La ‘deputazione’ Plr bellinzonese è infatti scesa da quattro a tre rappresentanti: «Sono arrivato quarto. I dati indicano che sono penalizzati i candidati liberali-radicali del distretto non domiciliati in città. Per contro Lugano ha suddiviso la distribuzione in due circondari, ossia cintura e lago, ciò che considera meglio le aree più laterali. Guardando alle cantonali 2027, confido che il Plr distrettuale avvii una riflessione in merito. I dati indicano comunque che gli elettori di Cadenazzo mi hanno sostenuto in modo deciso, anche al di fuori del partito, e questo mi fa molto piacere. Oltre a ciò, in Municipio c’è armonia e questo mi stimola a proseguire». Infine si esprimeranno presto i sindaci di Sant’Antonino Simona Zinniker (Plr, in carica dal 2015), di Lumino Niccolò Parente (Centro, 2021), di Riviera Alberto Pellanda (Plr, 2019) e di Biasca Loris Galbusera (Plr, 2016).

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