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28.10.2022 - 14:00
Aggiornamento: 15:22

Più entrate ma esplode la spesa: Bellinzona vede rosso nel 2023

Preventivo con disavanzo di 5,4 milioni e moltiplicatore invariato al 93%. Timori per inflazione, crisi energetica e onda lunga della guerra in Ucraina

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I municipali col sindaco a Palazzo Civico

È un quadro a tinte rosse – e guardando a medio termine anche fosche con una chiara inversione di tendenza che passa da sostanziali pareggi a disavanzi – quello che emerge dal Preventivo 2023 della Città di Bellinzona presentato oggi pomeriggio dal Municipio a Palazzo Civico. I dati principali sono un disavanzo di 5,4 milioni (di un terzo superiore a quello per il 2022 che era di 3,45 milioni ma che raggiungerà un probabile pareggio, ma anche assai inferiore ai 7,9 previsti per il 2021 poi ridottisi a 730mila franchi) e il mantenimento del moltiplicatore d’imposta al 93% (la decisione compete però al Consiglio comunale). Il messaggio lanciato dal sindaco Mario Branda e colleghi è un misto di fiducia (confermata la politica degli investimenti orientata allo sviluppo della Città e al cambiamento climatico) e di preoccupazione per il quadro generale già adesso influenzato dagli effetti della guerra in Ucraina e della crisi energetica con tanto d’inflazione. A pesare in particolare sul bilancio, a fronte di una sostanziale tenuta delle entrate, è l’ammontare della spesa che cresce di ben 8,7 milioni.

Salari, carovita e pensioni

Nel concreto il gettito fiscale cresce di 2,2 milioni passando dai 99,8 milioni del Preventivo 22 a 102 milioni. I ricavi (senza le imposte) salgono di 4,6 milioni passando da 122 a 126,6 milioni (+3,7%) ma registrando anche la contrazione delle imposte alla fonte per mezzo milione. Imposte e altri ricavi nel loro insieme crescono di 5 milioni (+3,1%) da 222 a 227 milioni. Sul fronte opposto è per contro marcata la crescita delle spese (+3,9%) che salgono da 225,3 a 234 milioni. Qui le voci che registrano l’aumento più importante interessano il personale con il riconoscimento del carovita e l’indicizzazione degli stipendi (+2,1 milioni) a salvaguardia del potere d’acquisto dei circa 1’400 dipendenti comunali, così come gli aumenti automatici dettati dal Regolamento organico dei dipendenti e dalla Legge sull’ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti che comportano un aumento ulteriore di quasi un milione. Viene poi proposto, con un ulteriore sforzo finanziario, il passaggio dei collaboratori dalla cassa individuale della Cpe alla Cassa comune Cpe, in un quadro pensionistico ripetutamente criticato all’interno e dalla politica di opposizione. E poi ancora: gli interessi sui prestiti (+1,2 milioni), l’aumento dei costi energetici (+0,7 milioni) e degli ammortamenti (+0,7 milioni) si aggiungono alle voci di spesa che crescono in relazione a leggi cantonali (+2,1 milioni per il settore anziani e +70mila franchi per la socialità). Importante anche l’incremento del contributo alla Croce Verde (+176mila franchi).

Tanta incertezza

Ciò nonostante il Municipio proiettando lo sguardo agli anni a venire conferma una politica degli investimenti "che vuole essere ambiziosa, atta a promuovere lo sviluppo della Città. Essa prosegue infatti l’impegno negli investimenti strategici ma anche ordinari nel settore ambientale ed energetico, come pure nelle infrastrutture con il completamento progressivo della rete di fibra ottica". Tuttavia, l’odierno esercizio contabile "farà da cerniera tra un periodo di sostanziale pareggio dei conti (fra l’avvio dell’aggregazione e oggi) e uno scenario incerto su cui gravano gli effetti della guerra in Ucraina, della crisi energetica e relativa marcata inflazione con, più avanti, anche l’entrata in vigore dell’ultima tappa della riforma fiscale per le persone giuridiche.

Urge una strategia

Nel messaggio rivolto al Legislativo il Municipio intende "offrire piste di riflessione ma anche proposte d’intervento: si pensi in particolare a misure e progetti in campo energetico quali la riduzione dei consumi e nuove iniziative per l’incoraggiamento di vettori energetici ambientalmente sostenibili, per esempio mediante la prevista realizzazione a Giubiasco della centrale a biogas e il progetto ‘Sole 3.0’. Come pure l’adozione di politiche di promozione del verde e della biodiversità". In ambito sociale si prospetta l’integrazione della Casa anziani Greina, attualmente gestita da una cooperativa, nella rete delle strutture dirette e amministrate dalla Città: "Si tratterebbe di un ulteriore importante sforzo sul piano amministrativo che andrebbe ad aggiungersi alle non poche e complesse sfide con cui già oggi è confrontato il settore".

Nuove Elementari a Sementina

I principali temi che occuperanno le autorità cittadine l’anno prossimo sono la variante di Piano regolatore necessaria per il nuovo Quartiere Officine, il progetto di valorizzazione della Fortezza con l’allestimento della progettazione definitiva e l’avvio dei lavori (investimento previsto 15 milioni per metà a carico della Città e metà del Cantone proprietario), così come lo sviluppo ulteriore del polo di ricerca biomedico. Con un obiettivo di investimenti netti di 25 milioni nel 2023, assicura l’Esecutivo, "l’attenzione non verrà tuttavia meno anche ai servizi di base e alle rispettive necessità infrastrutturali, con l’avvio ad esempio dell’edificazione delle nuove Elementari a Sementina, la ristrutturazione delle Scuole Nord a Bellinzona, più una serie di importanti interventi su strade e canalizzazioni, l’ulteriore tappa di restauro del Bagno pubblico, la ristrutturazione dell’ex casa comunale a Moleno, la conclusione dell’ex Oratorio di Giubiasco, il risanamento della Scuola dell’infanzia di Gnosca, per citarne alcuni".

Via l’aiuto aggregativo e meno incassi sugli utili per 4 milioni

Nei primi sei anni di nuova Bellinzona (2017-22) e malgrado due anni di pandemia e un livello di investimenti ritenuto considerevole attestandosi a circa 100 milioni netti in quattro anni, secondo il Municipio "è stato possibile assicurare un equilibrio finanziario quasi assoluto". Tuttavia all’orizzonte si prospettano nuove sfide "accentuate dalla decadenza dell’aiuto aggregativo relativo al contributo di livellamento (2,8 milioni che saranno incassati per l’ultima volta nel 2023) e, nel 2025, dall’entrata in vigore dell’ultima tappa della riforma fiscale per le persone giuridiche, con la diminuzione dell’aliquota sull’utile dall’8% al 5,5% che inciderà sulle entrate in misura di ulteriori 4 milioni. In aggiunta all’attuale situazione critica a livello internazionale, "s’imporrà massima disciplina sull’evoluzione e il controllo della spesa. Tuttavia lo spazio di manovra è ‘blindato’ per due terzi essendo il 65% della spesa vincolata, mentre un altro 15% è determinato da disposizioni superiori che a loro volta limitano considerevolmente i margini di manovra". Che si riducono infine al 20% del totale.

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