Appuntamento per venerdì 10 giugno alle 18 a Castelgrande. Per l’occasione saranno anche svelati aspetti poco conosciuti della Fortezza di Bellinzona

Venerdì 10 giugno, alle 18, nella suggestiva cornice di Castelgrande a Bellinzona, l’Archivio di Stato del Cantone Ticino presenterà il dodicesimo volume della collana ‘Ticino ducale - Il carteggio e gli atti ufficiali’. "Il volume appena stampato contiene oltre mille documenti risalenti agli anni 1490-1494, gli ultimi del ducato del giovane Gian Galeazzo Maria Sforza sotto la reggenza di Ludovico il Moro", si legge in un comunicato diffuso dal Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (Decs). "Dalle testimonianze scritte emerge un ritratto vivo non solo del complesso quadro politico e amministrativo di fine Quattrocento, ma anche degli aspetti di vita quotidiana delle comunità dei nostri borghi e delle nostre valli. Il tutto è corredato di note critiche, storiche e biografiche, come pure di dettagliati indici alfabetici che saranno d’ausilio tanto al ricercatore quanto al semplice appassionato di storia locale". In occasione dell’incontro a Castelgrande – che si svolgerà alla vigilia della Giornata internazionale degli archivi – saranno inoltre svelati "alcuni aspetti poco conosciuti della Fortezza di Bellinzona, in un dialogo interdisciplinare tra le fonti archeologiche e quelle offerte dal Ticino ducale".
La pubblicazione, avviata nel 1993 con la comparsa del primo tomo curato da Luciano Moroni Stampa e Giuseppe Chiesi, e da quest’ultimo proseguita con passione e competenza fino al 2017, è attualmente gestita dall’Archivio di Stato, che grazie alla disponibilità dei vari interlocutori coinvolti e al sostegno dell’Aiuto federale per la lingua e cultura italiana ha potuto riprendere l’attività editoriale. La collana offre agli studiosi, per la prima volta in modo sistematico e in veste integrale, la ricca messe di fonti medievali dell’Archivio di Stato di Milano (Archivio Sforzesco) che hanno attinenza con le terre oggi ticinesi, un tempo soggette al Ducato di Milano, così come quelle riguardanti la Valle Mesolcina dei conti de Sacco, la Valtravaglia, la Val d’Intelvi e le terre infeudate ai Rusca signori di Locarno.