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A Bellinzona un terzo dei liceali prende lezioni private
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22.03.2022 - 18:20
Aggiornamento: 19:06

La Gioventù anticapitalista: ‘Troppe bocciature al liceo’

Per il collettivo gli studenti ricorrono troppo spesso a insegnanti privati. Chiede quindi alla scuola pubblica un ampliamento delle lezioni di recupero

Durante il primo anno un allievo su tre delle scuole medie superiori non viene promosso o abbandona gli studi. «Un livello di selezione eccessivo e inaccettabile» ha affermato oggi durante una conferenza stampa a Bellinzona Benjamin Del Don, membro della Gioventù anticapitalista (giovani che militano o simpatizzano per l’Mps). Una situazione che porta molti studenti – circa un terzo, stando a un sondaggio svolto al liceo di Bellinzona – a svolgere lezioni private, i cui costi vanno a pesare sulle famiglie. Quest’ultimo è «un fenomeno ampiamente diffuso e affrontato in modo insoddisfacente dalla scuola pubblica», ha aggiunto Giacomo Orelli. Come possibili soluzioni a corto termine, il collettivo chiede di ampliare in modo significativo l’offerta di lezioni supplementari e di organizzare attività di recupero gratuite nelle settimane precedenti all’inizio dell’anno scolastico. Più a lungo termine la Gioventù anticapitalista propone di realizzare uno studio sulla selezione alle scuole medie superiori e la costituzione di un gruppo di lavoro tra docenti, esperti di materia, studenti che analizzi le ragioni delle difficoltà riscontrate dagli allievi nel passaggio dalle scuole medie a quelle superiori.

‘Preparazione insufficiente dalla scuola media’

La Gioventù anticapitalista ha estrapolato i dati sulla selezione dai rendiconti annuali del Consiglio di Stato. Emerge così che sia nel 2008/2009, sia nel 2018/2019, il tasso di bocciature nelle scuole medie superiori (licei e Scuola cantonale di commercio) si attestava tra il 20 e il 35% nel primo anno e tra il 15 e il 25% nel secondo. Sommando i primi due anni emerge quindi che tra il 40 e il 50% degli allievi non viene promosso o abbandona gli studi. Stando al collettivo si tratta di un problema strutturale: da un lato vi sarebbe una «preparazione insufficiente da parte della scuola media», ha sottolineato Orelli. Dall’altro ci sarebbero le scuole universitarie che esercitano pressione affinché si raggiunga un determinato livello in certe materie. Livello che è però ritenuto «troppo elevato».

Sono le materie scientifiche a generare più difficoltà

Dal sondaggio effettuato al liceo di Bellinzona dalla Gioventù anticapitalista (al quale hanno partecipato 305 allievi su circa 800) emerge che a generare le difficoltà maggiori sono in particolare le materie scientifiche. Ed è proprio in particolare per queste discipline che gli studenti si rivolgono a insegnanti privati: il 62% di coloro che prendono ripetizioni lo fa in matematica; seguono chimica (40,9%) e fisica (30,1%). In generale, circa il 15% degli interpellati ha affermato di prendere lezioni regolarmente (una o più volte a settimana) con dei costi non indifferenti per le famiglie: in quasi il 60% dei casi per un’ora di lezione si pagano più di 30 franchi. Si tratta dunque di una «risposta individuale a un problema collettivo», ha affermato Mathias Pugnante, auspicando, invece, soluzioni adeguate e gratuite all’interno della scuola.

Daniele Sartori

‘Corsi di recupero frequentati al 40%’

«Soprattutto nel primo biennio gli istituti organizzano corsi di recupero e di sostegno. Tuttavia la frequenza si aggira in media attorno al 40%». Daniele Sartori, a capo della Sezione dell’insegnamento medio superiore del Cantone, ritiene quindi che vi sia ancora margine per gli allievi di sfruttare queste lezioni supplementari organizzate direttamente dagli istituti, senza quindi doversi per forza rivolgere a insegnanti privati. Un fenomeno, quest’ultimo, che in ogni caso «preoccupa» anche le autorità cantonali, ma le alternative ci sono. Per quanto riguarda la richiesta di effettuare uno studio che analizzi la selezione nelle scuole medie superiori, Sartori sottolinea, da noi interpellato, che un’analisi sulla riuscita scolastica degli allievi della prima classe è già stata svolta dalla Supsi nel 2015: «È emerso che le difficoltà iniziali sono da ricondurre in particolare al metodo di lavoro. Proprio per questo motivo alcuni anni fa abbiamo deciso di introdurre la possibilità di seguire corsi di aiuto allo studio. Soprattutto nel primo biennio è infatti importante che gli allievi riescano a sviluppare un proprio metodo di lavoro». Sartori ricorda poi che per diverse discipline vengono anche svolte lezioni supplementari e che i docenti sono a disposizione degli allievi con i cosiddetti ‘sportelli’. A ciò va poi aggiunto che alcune materie prevedono anche dei laboratori ad effettivi ridotti che «rappresentano dei momenti privilegiati per gli allievi».

‘Evitare che l’allievo abbandoni gli studi’

Resta il fatto che il tasso di studenti che non vengono promossi nei primi anni resta elevato. Stando al capo della Sezione dell’insegnamento medio superiore, sussiste in particolare un problema «quando l’allievo abbandona gli studi», ricordando che «la possibilità di seguire un intero anno scolastico (pure senza essere promossi) può avere anche dei risvolti positivi: l’allievo impara in qualsiasi caso qualcosa e ha poi la possibilità di riorientarsi o di ripetere l’anno con una maggiore motivazione».

Insomma, in conclusione, Sartori sottolinea che anche il Cantone è ovviamente a conoscenza di questi dati. E infatti commissiona studi e adatta la griglia oraria cercando di «evitare sovraccarichi di lavoro» e mettendo gli allievi nelle migliori condizioni per concludere il primo anno. «Un lavoro che – assicura – non è concluso» e che ha come obiettivo quello di «preparare gli allievi agli studi universitari».

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