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La scuola dell'infanzia del Palasio (Ti-Press/Gianinazzi)
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08.08.2021 - 08:10
Aggiornamento: 16:52
di Marino Molinaro

Evacuata un’abitazione a Lumino e invaso l’asilo del Palasio

Nubifragio con danni ingenti. Il riale Fossato ha rotto gli argini a Giubiasco: cantine sommerse e aule allagate, sarà inagibile per mesi. Il video del crollo

Riali e fiumi in piena, franamenti, giardini e intere aree ricoperte di colate di fango e detriti, sottopassi sommersi, auto bloccate, piante cadute e abitazioni e scantinati invasi dall'acqua. Il nubifragio abbattutosi da ieri pomeriggio fino a sera specialmente sul Bellinzonese e Locarnese ha richiesto un importante dispiegamento di pompieri e polizia per gestire le situazioni di maggiore emergenza e mettere in salvo persone, abitazioni e mezzi. I pompieri di Bellinzona, al fronte con 37 volontari, ha risposto attivamente a un centinaio di appelli. L'episodio che ha richiesto un provvedimento drastico si è verificato in via in via Rampighetta a Lumino dove a causa del materiale fuoriuscito da una vasca di contenimento sono state sfollate quattro persone da un'abitazione: non si lamentano feriti – comunica la Polizia cantonale – ma ingenti sono i danni subiti dalle strutture. La situazione ha richiesto l'intervento anche della Protezione civile, di imprese private e dell'Azienda multiservizi di Bellinzona per il ripristino dell'elettricità. Poco lontano, a Castione, il primo tratto di A13 in direzione della Mesolcina era stato chiuso per allagamenti, ma nel frattempo è stato riaperto. Ripristinata la circolazione anche la strada cantonale tra Quartino e Riazzino.

Rotti gli argini a Giubiasco

Tornati alla normalità i vari sottopassi allagati a Bellinzona, fra cui quello di via Zorzi sotto la passerella del riale Dragonato (tratto di strada nel frattempo riaperto) e quello del Tombone in via Lugano che rimane al momento ancora sbarrato e dove ieri sera un Suv con due persone a bordo, uscite indenni, è rimasto bloccato in mezzo alla carreggiata e mezzo sommerso dall'acqua alta. A Giubiasco il riale Fossato in piena ha letteralmente rotto gli argini di una camera di contenimento ed è straripato invadendo le zone confinanti e specialmente l'area dell'asilo del Palasio, sommersa di fango e detriti: come testimoniano i video inviati alla redazione da abitanti della zona, i danni quanto meno all'esterno dell'edificio scolastico sono ingenti. «Al pianterreno, dove vi sono le aule, sabato sera c'era un metro e sessanta d'acqua», spiega alla redazione il municipale Giorgio Soldini, capodicastero Servizi urbani e ambiente, che questa mattina ha perlustrato il comprensorio cittadino recandosi nei luoghi più colpiti: «Il piano interrato che accoglie le infrastrutture tecniche ed elettriche è totalmente sott'acqua. Lo stabile è quindi fuori uso. Dubito seriamente che i lavori di ripristino consentiranno di arrivare in tempo per la riapertura delle scuole il 30 agosto. Quasi certamente per le sei sezioni che accolgono oltre cento allievi si dovrà far capo a strutture provvisorie, forse utilizzando dei moduli prefabbricati».

E se fosse successo con bambini e docenti presenti?

E per ‘fortuna’ tutto ciò si è verificato in una sabato sera d'inizio agosto: in questi frangenti è normale chiedersi se il crollo e lo straripamento del riale Fossato in piena fossero successi durante altri mesi dell'anno, in una normale giornata di scuola quando l'edificio è frequentato da oltre cento allievi e da una decina di adulti fra insegnanti e personale di refezione. Non si sbaglia a credere che il bilancio sarebbe stato molto più pesante, forse anche in vite umane. Fari puntati quindi sull'adeguatezza delle opere di premunizione, risalenti ormai a diversi anni fa. Sempre fra Giubiasco e Bellinzona si sono riversate in strada e su terreni privati grandi quantità di detriti provenienti da riali ingrossatisi, oltre che dal Fossato anche dal Guasta, specie lungo viale Olgiati all'altezza dell'Isolabella in direzione del sottopasso del Tombone; critica, per lo stesso motivo, la situazione anche in alcuni punti di Daro, da dove fango e detriti sono scesi fino in viale Stazione. Sul fronte di Gudo, dove lo scorso dicembre si è aperta una frana sopra via Sasso Grande, anche grazie ai lavori di messa in sicurezza avviati la settimana con l'ausilio di macchinari le piogge delle ultime ore non sembrano avere ulteriormente compromesso la situazione peggiorata in luglio.   

A Lumino una ‘cinica puntualità’

Sono i riali Bruga e Valentra in piena ad aver creato i maggiori problemi a Lumino, nella parte di paese situata più a sud. Il sindaco Nicolò Parente ha trascorso sul posto buona parte della nottata e segue da vicino i lavori urgenti di sgombero e ripristino. Una famiglia composta da genitori, una figlia e un figlio è stata costretta a lasciare l'abitazione in via Rampighetta e da ieri sera è ospite di familiari, sempre in paese: a ore potrebbe ottenere l'autorizzazione a rientrare in casa ma solo per recuperare gli effetti personali, visto che l'abitabilità è compromessa. A un'altra famiglia, pure toccata dal maltempo, è stato consigliato di spostarsi al piano superiore. Molti tratti di muri di contenimento dei due riali (nessun problema invece nel riale Grande che scorre nella parte nord del paese) sono andati distrutti e proprio il Bruga e il Valentra rientrano nel Piano comunale delle zone di pericolo che mira a incrementare la sicurezza generale delle aree abitate circostanti: «Si tratta di un ambito molto importante su cui il Municipio sta lavorando – commenta il sindaco – ma purtroppo contro l'imprevedibilità della natura si può fare poco. Peraltro, con cinica puntualità si ripete quanto era successo esattamente 70 anni fa, l'8 agosto 1951, quando alcune parti del paese erano state devastate da un nubifragio. Ora pensiamo alle immediate opere di ripristino ed esprimo la vicinanza delle autorità locali alla popolazione così duramente colpita». Impegnati nelle verifiche anche i geologi, con gli occhi puntati sulla montagna sovrastante: «Al momento non sono in grado di rassicurarci, né di dire quanto sia compromessa la stabilità della fascia colpita dalle intemperie. È di fondamentale importanza, per un'apparente stabilità, che non piova più così forte per qualche tempo», conclude il sindaco. 

Sospesa la partita dell'Acb

A causa della forte pioggia che ha reso impraticabile il campo, allo stadio comunale di Bellinzona la sfida tra i granata e lo Young Boys II, valida per la prima giornata della stagione 2021/2022 di Promotion League, è stata infatti interrotta al 38esimo del primo tempo (sul risultato di 0-0) e successivamente sospesa definitivamente dal direttore di gara.

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