esplosioni-che-hanno-messo-in-pericolo-la-vita-di-terzi
L'episodio più eclatante alle scuole sud: l'imputato ritiene che le sue responsabilità si limitino ad aver fabbricato e consegnato l'ordigno all'autore materiale dell'esplosione(Ti-Press)
ULTIME NOTIZIE Cantone
Ticino
31 min

Calano i nuovi contagi in Ticino. Ma altri quattro decessi

Nelle ultime 24 ore segnalate 1’004 persone positive. Diminuiscono pure le persone ricoverate in ospedale (-8)
Ticino
1 ora

Procuratori pubblici, non è solo una questione di numeri

‘L’indipendenza è oggi insidiata da quello che qualcuno ha già descritto come il rischio della “socializzazione dei procedimenti”
Mendrisiotto
5 ore

A caccia di Pfos nella falda idrica. Fuori norma? Il Prà Tiro

Tracce dei composti della famiglia delle sostanze perfluoroalchiliche emerse nel 19% dei campioni nel cantone. A Chiasso si continua a investigare
Ticino
5 ore

Scuola, superamento dei livelli: l’emendamento domani in governo

Giorni cruciali per il destino della sperimentazione proposta dal Decs dopo il rapporto sulla consultazione. La politica discute. Il Ppd apre la porta
Locarnese
5 ore

Il (nuovo) Fevi pubblico-privato e l’ente autonomo Eventi

Grandi manovre attorno alla futura struttura, che sarà ricostruita e gestita in rete assieme agli altri spazi per il segmento congressuale (e non solo)
Bellinzonese
12 ore

Antenna 5G nel camping? A Gudo opposizione collettiva e firme

I vicini chiedono alla Città di Bellinzona e al Cantone di evitare lo ‘sfregio’. Intanto le tre compagnie hanno impugnato la variante di Pr con un ricorso
Locarnese
13 ore

Locarno, ‘non vedevo mia figlia da mesi’

Un papà in attesa di un appuntamento a Casa Santa Elisabetta. ‘Tantissime richieste in tutto il cantone. Ci siamo adoperati per migliorare il servizio’
Ticino
14 ore

Eruzione Tonga, il ‘suono’ dell’esplosione anche in Ticino

Non solo i barometri hanno registrato un’oscillazione importante, anche i sensori infrasuoni hanno captato le onde causate dal vulcano
Luganese
15 ore

Barbengo: al voto la nuova palestra delle Medie

Il Gran Consiglio si esprimerà settimana prossima sul prefabbricato che sostituirà quella provvisoria eretta nel 2011, dopo l’incendio doloso del 2010
Ticino
15 ore

Videogiochi, la Global Game Jam torna in Ticino

L’evento è dedicato in particolare a programmatori, illustratori, grafici e musicisti e in generale a tutti gli appassionati
Luganese
15 ore

Medio Vedeggio, ‘nessuna pressione sul personale per il vaccino’

Il direttore della casa anziani Stella Maris risponde alle accuse. ‘Non sono vaccinato ma non sto facendo nulla di illegale’
Bellinzonese
15 ore

La Scuola moderna di musica suona per il villaggio Neve Shalom

Evento a Bellinzona in occasione della Giornata della memoria organizzato in collaborazione con la Fondazione Federica Spitzer
Ticino
16 ore

Parco veicoli più efficiente grazie al sistema bonus-malus

Il gettito delle imposte di circolazione è previsto stabile per quest’anno. In costante e rapida crescita i mezzi elettrici o ibridi plug-in
Mendrisiotto
16 ore

Castel San Pietro, riciclati 23 vagoni di plastiche domestiche

Due riconoscimenti ecologici per il comune momò. All’edificio ex scuole è stato conferito il certificato Minergie.
Locarnese
16 ore

Minusio: ‘Gente di contrabbando’, cornice di appuntamenti

Conferenza, tavola rotonda e presentazione di un libro a villa san Quirico
Bellinzonese
16 ore

Biasca, Parietti e Buzzi presentano i loro romanzi

Appuntamento per venerdì 21 gennaio alla Bibliomedia. I due scrittori interloquiranno tra loro e leggeranno dei passaggi dai rispettivi libri
Locarnese
17 ore

Cugnasco-Gerra, cresciuta la popolazione nel 2021

Vivono complessivamente 2’842 persone (fra domiciliate e dimoranti). A guidare la statistica demografica è il dato muliebre, seppur di poco.
Ticino
17 ore

Prodotti igienici gratis a scuola, consegnata la lettera aperta

La Gioventù socialista ha trasmesso ufficialmente al Consiglio di Stato la sua richiesta: ‘Sarebbe un importante sostegno concreto’
Locarnese
17 ore

Delitto di Muralto, si va in Appello

Gli avvocati del 32enne germanico che strangolò la compagna alla Palma au Lac ricorrono contro la sentenza di omicidio intenzionale
Bellinzonese
17 ore

‘Bellinzona faccia di più per diventare veramente accessibile’

Una mozione sollecita una strategia per migliorare l’accoglienza delle persone con disabilità. Proposti un referente comunale e una commissione ad hoc
Ticino
17 ore

Le Scuole di musica al Decs: ‘Deroga per insegnare in presenza’

Dopo il Conservatorio, anche la Fesmut e la Febati prendono posizione sull‘obbligo di 2G per gli iscritti: ’Inaccettabile discriminazione’
Luganese
17 ore

Sono 1’300 le firme per un’acqua ‘bene primario e comune’

Consegnata al Municipio di Lugano la petizione lanciata a metà dicembre dal Movimento per il socialismo
25.02.2021 - 14:540
Aggiornamento : 15:51

‘Esplosioni che hanno messo in pericolo la vita di terzi’

Chiesti 4 anni e mezzo per il 22enne ritenuto il responsabile delle esplosioni avvenute tra il 2019 e il 2020. La difesa chiede al massimo 24 mesi sospesi

Si è aperto questa mattina nell’aula penale di Lugano il processo a carico del 22enne di Bellinzona ritenuto il responsabile dell’esplosione di sei ordigni artigianali nella nostra regione fra il gennaio 2019 e il 13 marzo 2020, quando infine è stato arrestato dopo l'ultimo petardo fatto saltare in golena. Il suo agire aveva attirato l’attenzione della popolazione per svariati mesi, botto dopo botto, generando una curiosità generale sull’origine delle esplosioni udite nel raggio di chilometri.

L’evento principale è stato la deflagrazione avvenuta nella notte del 26 febbraio sul piazzale delle Scuole comunali sud cittadine, scoppio che ha causato un piccolo cratere nell’area di gioco e danni per 18mila franchi alle finestre e alle aule. In questo caso la miccia della “bomba delle bombe” (così l’ha definita in aula l’imputato indicandola come la più grande da lui costruita) è stata accesa da un complice, il 20enne condannato martedì, al quale il 22enne aveva consegnato l'ordigno (composto da un tubo d’acciaio, rinforzato con del nastro adesivo e una cintura di sicurezza per automobili, nel quale erano stati infilati 600 grammi di polvere pirica prelevata da altri petardi) per poi allontanarsi prima della detonazione. Sul luogo dell'esplosione, ricordiamo, a fungere da palo c'era anche un minorenne. 

Gli altri episodi

Venendo agli altri episodi di cui il 22enne ha ammesso di essere l'autore materiale, il primo, risalente al 2019, riguarda l’esplosione, in un prato di Galbisio, di un ordigno assemblato con sei petardi contenenti 100 grammi l’uno di polvere pirica inseriti in un contenitore in cartone avvolto con corda e nastro adesivo e con attaccate quattro bombole di gas per fiamma ossidrica per aumentare il potere esplosivo. Seguono – sempre nottetempo – altri eventi simili sfociati nel danneggiamento di pareti e bidoni della spazzatura, come pure di alberi in golena a Giubiasco, vicino al sentiero pedonale lungo il quale peraltro un ragazzo stava facendo jogging. 

In pericolo la vita di terzi

Comparso davanti alla Corte delle Assise criminali presieduta dalla giudice Francesca Verda Chiocchetti, l'imputato ha ammesso le sue colpe riconoscendo i fatti descritti nell'atto d'accusa stilato dalla procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis, la quale ha chiesto quattro anni e mezzo di carcere. La pp non si oppone a un'eventuale sospensione della pena al beneficio di un trattamento psicoterapeutico stazionario per far fronte alla turba psichica del giovane nell'ambito di un disturbo della personalità di tipo narcisistico. «Se la Polizia non l’avesse fermato, sarebbe andato avanti arrivando presto o tardi a ferire qualcuno», ha affermato Canonica Alexakis. Un convincimento, ha continuato la pp, a cui si giunge vedendo il materiale che gli inquirenti hanno rinvenuto a casa del giovane dopo il fermo (diverse granate fumogene, varie bombole di gas, attrezzature per saldare, attrezzatura varia per confezionare gli ordigni). «È un giovane intelligente, ma deve imparare a usare la sua intelligenza in maniera costruttiva e non distruttiva. All’età di 22 anni ha ancora tutta la vita davanti». 

'Ero frustrato e volevo dare fastidio'

Tre, ha sottolineato l'imputato, i motivi alla base delle sue azioni. «In primis il fatto che non avevo niente da fare. In secondo luogo, mi sono sempre piaciuti i petardi. Da ultimo direi che probabilmente ero frustrato e il fatto di infastidire la gente che sentiva le esplosioni era quindi una sorta di sfogo. Le persone si allarmavano e diventavano isteriche. Mi divertivo anche un po’ cosi, guardando le pagine su Facebook che dopo pochi minuti pubblicavano vari commenti. Ognuno dava la sua versione: attività paranormali oppure l'ipotesi che qualcuno stesse scavando una galleria sotterranea». Il giovane ha inoltre confermato che, seppur solo all'inizio, c'era anche interesse al fattore mediatico. «Quando leggevo l’articolo mi facevo una risata. Ma il movente non era certo quello di finire sul giornale». 

A pesare nella commisurazione della pena, è in particolare il reato di ripetuto uso delittuoso di materie esplosive configurato dalla pp. Per il magistrato inquirente, l'agire del giovane ha infatti messo in pericolo Ia vita e l’integrità di altre persone, e meglio degli altri giovani che di volta in volta hanno assistito agli eventi in qualità di spettatori. Va aggiunto, ha sottolineato la pp, che la sera dell'esplosione alle Scuole sud era inoltre in corso il Carnevale Rabadan. 

'Non ero d'accordo di farlo esplodere alle scuole'

Proprio in merito ai fatti del 25 febbraio 2020 si focalizza la contestazione del giovane, il quale sostiene che era assolutamente contrario all'idea di far esplodere l'ordigno sul piazzale delle scuole. «Era lui – ha detto in aula riferendosi al complice – che si era imputato con quest'idea. Io avevo proposto la Golena, il Sasso Corbaro o la spiaggetta di Arbedo ma lui era irremovibile. Gli ho fatto presente che ritenevo eccessivo farlo esplodere a scuola: ci sono tanti luoghi, ma la scuola è l’ultimo posto dove farei esplodere una bomba artigianale, perlopiù la sera del Carnevale. Ma visto che lui insisteva ed era molto preso dalla cosa – è venuto al punto il 22enne rispondendo a una precisa domanda della giudice – gli ho fatto per così dire un favore, gli ho consegnato il petardo accontentandomi di sentire il botto dalla golena, che alla fine non ho neppure sentito. Mi rendo conto di aver sbagliato, lavandomene le mani. Tuttavia non immaginavano danni simili, anche perché non sapevo il punto esatto avrebbe fatto il petardo. Sapevo solo che erano le scuole». Per l’accusa era invece pienamente d’accordo e determinato a fare esplodere l'ordigno in quel punto preciso. 

La difesa chiede al massimo 24 mesi sospesi

Patrocinato dall’avvocato Niccolò Giovanettina, dopo l’arresto l'imputato ha dapprima trascorso 84 giorni in detenzione preventiva, per poi passare nel giugno scorso in esecuzione anticipata della pena al penitenziario cantonale della Stampa. Per il legale, oggi battutosi per una pena detentiva sospesa non superiore ai 24 mesi, il suo assistito non ha messo in pericolo la vita di nessuno. Inoltre, secondo la difesa, non c'è stato un fine delittuoso ma solo la curiosità di osservare le esplosioni. Giovanettina ha sottolineato la capacità di analisi del rischio del 22enne, il quale ha sempre fatto esplodere i petardi in sicurezza, nel cuore della notte in prossimità della Golena assicurandosi che nessuno fosse nei paraggi. Quanto al petardo alle Scuole sud, «non voleva assolutamente che quel petardo venisse fatto esplodere alle scuole. Non aveva coscienza di dove l'altro ragazzo l'avrebbe fatto esplodere. E per quanto conosceva l'amico, il suo scopo poteva essere solo quello di fare rumore». Per la difesa, il 22enne non ha consegnato il petardo al complice sul sedime sulle scuole, ma lo ha fatto in precedenza in un altro luogo. L'avvocato ha descritto il suo assistito come un ragazzo completamente cambiato, che si è assunto le sue responsabilità ed è disposto a seguire un trattamento psicoterapeutico. 

«Non c'è dubbio che ho commesso un errore marchiano – ha affermato il giovane quando la giudice gli ha concesso la facoltà  dell'ultima parola –. Onestamente ritengo però che dopo un anno di carcere abbia pagato il mio debito con la giustizia, soprattutto dal momento che ho intenzione di cambiare pagina».  

La sentenza è attesa nel tardo pomeriggio.  

 

 

Guarda le 3 immagini
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved