Bellinzonese

Educatore di strada a Bellinzona: il primo 'sì' è municipale

Dopo la bocciatura di 9 anni fa, arriva ora il preavviso positivo alla mozione Plr. Lo Russo e Soldini: 'È il momento giusto per istituire il servizio'

11 settembre 2020
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Ciò che nove anni fa era stato ritenuto dalla maggioranza del Municipio e del Consiglio comunale della vecchia Bellinzona prematuro e per vari motivi non necessario, oggi potrebbe raccogliere i favori della maggioranza. In attesa di conoscere l’opinione della Commissione legislazione del Cc, cui compete l'invio di uno o più rapporti al plenum consigliare, mercoledì la mozione di Vito Lo Russo per l’istituzione di un educatore di strada (proposta risalente allo scorso gennaio e sottoscritta dall’intero gruppo liberale-radicale) ha ricevuto l’appoggio del Municipio, che invierà presto al Legislativo un preavviso positivo. Settimana prossima Lo Russo sarà ascoltato dalla Legislazione, e con esso anche il municipale Giorgio Soldini, capodicastero Servizi sociali.

A Locarno  e Lugano già dal 2006 e 2008

Il ribaltone dopo il niet espresso nel 2011 dall’allora Consiglio comunale risulterebbe solo parziale, perché in quella circostanza l’analoga mozione del socialista Francesco Lombardo era stata bocciata (fra l’altro lui assente per malattia) con un solo voto di scarto. Quasi la metà dei presenti si era dunque detta d’accordo, compreso l’odierno mozionante. Fra i contrari, invece, proprio il gruppo Plr che oggi ripropone la medesima soluzione volta a intercettare sul territorio situazioni sociali più o meno gravi, con successiva presa a carico dei preposti servizi. Da notare che Bellinzona giungerebbe all’istituzione del nuovo servizio di prossimità urbana parecchi anni dopo gli altri principali centri del Ticino (Locarno nel 2006, Lugano nel 2008 e Chiasso nel 2013 in collaborazione con i Comuni del Basso Mendrisiotto). Sempre una decina d’anni fa un’analoga proposta, formulata dai banchi del Ppd, era stata affossata dal Legislativo di Giubiasco. 

Aumentano i giovani problematici

Da allora, a parte l’avvenuta aggregazione comunale, cos’è cambiato? Già il mozionante nel testo depositato in gennaio evidenziava anzitutto che in Ticino “aumenta il numero di giovani che commettono reati, in particolare furti, vandalismi, danneggiamenti, vie di fatto, consumo di sostanze stupefacenti e infrazioni alla legge sulla circolazione stradale. Nel contempo sono in aumento anche i giovani vittime di reati, in particolare di abusi sessuali e di maltrattamenti, e giovani che alla fine dell’obbligatorietà scolastica non ottengono la licenza di scuola media”. I rischi di devianza penale di coloro che vivono in un ambiente disagiato e povero di stimoli, proseguiva Vito Lo Russo, “portano questi giovani a una situazione di precariato e di esclusione sociale”. Un operatore di prossimità avrebbe dunque parecchio da fare. Nel frattempo – annotava ancora il mozionante – alcuni progetti di animazione urbana hanno cercato di colmare, sul territorio bellinzonese, la lacuna: ad esempio ‘Giubici’ e ‘Piazza aperta giovani in movimento’. I quali però non hanno trovato continuità e nemmeno avevano l’approccio attribuito invece all’educatore di strada. Fra le sue mansioni vengono citate la prevenzione, l’assistenza e il recupero sociale in favore di tutte quelle fasce deboli che vivono in situazioni di degrado e di emarginazione. Nonché il monitoraggio del territorio e la raccolta di elementi utili sui bisogni giovanili e sui comportamenti a rischio, con l’obiettivo di sensibilizzare e indirizzare a un sano stile di vita.

'Intercettare prima'

Interpellato dalla ‘Regione’, Vito Lo Russo esprime soddisfazione per la decisione municipale. «Ovviamente – premette – non ho certo inventato l’acqua calda. Dopo le prime bocciature decise negli anni passati dai Cc di Bellinzona e Giubiasco, lo scorso gennaio ho ritenuto che i tempi fossero maturi per rilanciare la riflessione. E confido che la proposta superi questa volta gli steccati di partito». Sulla stessa lunghezza d’onda il municipale Giorgio Soldini, che ricorda le valutazioni contrarie fatte nove anni fa dall’allora Commissione gestione del Cc cittadino (oltre alla Legislazione) anche per motivi di costi. «Oggi – sottolinea Soldini – osservando quanto succede in ambito sociale, mi rendo conto quanto sia necessario monitorare diversamente e intercettare prima che si aggravino le situazioni problematiche, o potenzialmente tali, in tutte le fasce d’età. Prevenire, intervenire e aiutare subito per evitare che la presa a carico arrivi troppo tardi, richiedendo peraltro in quel caso prese a carico più onerose».

Il Social Truck 'produce risultati'

Soldini annota inoltre che l’operatore di prossimità costituirebbe un tassello da affiancare a quello della prevista Casa Marta, struttura dedicata all’accoglienza delle persone senza tetto per la cui realizzazione a cura di una Fondazione il Municipio chiede al Cc lo stanziamento di ulteriori 450’000 franchi (oltre agli aiuti già concessi in passato) necessari a sostenere il sensibile rincaro del preventivo (dagli iniziali 3 a 4,5 milioni) per la ristrutturazione dello stabile ex Ostini di proprietà comunale con diritto di superficie. Il messaggio municipale – sostenuto in Gestione da tutti i partiti tranne che dalla capogruppo leghista Lelia Guscio, che tuttavia riconosce l'esistenza del problema e la necessità del servizio – potrebbe venire discusso dal Legislativo nella seduta di lunedì 28 settembre (seduta che rischia però di slittare a ottobre per assenza di altri temi di spessore all’ordine del giorno). Oltre a ciò, se si pensa al mondo giovanile – prosegue Soldini – un altro tassello è quello del Social Truck, il furgone che da alcuni mesi porta degli animatori nei vari quartieri per approcciarsi costruttivamente ai gruppi che lì si incontrano spontaneamente. Un esempio in tal senso è costituito dai raduni serali in piazza Collegiata che avevano suscitando del malcontento per gli schiamazzi e la sporcizia; problemi nel frattempo attenuatisi e in parte spostatisi in piazza Indipendenza, come scritto ieri dal nostro giornale. «In definitiva si tratta di un corollario di prestazioni aggiuntive importanti – conclude Giorgio Soldini – maturate durante la prima legislazione della nuova Bellinzona», anche grazie a proposte formulate da consiglieri comunali.

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