Bellinzonese

Il Woodstock aspetta ancora prima di riaprire

I motivi sono il timore di un'altra esperienza come quella di inizio luglio e il limite di 100 persone a serata imposto dal Cantone ai locali notturni

Ti-Press
21 luglio 2020
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Per ora il Woodstock Music Pub situato alla rotonda di Molinazzo in territorio di Bellinzona ha deciso di rimanere chiuso. Il “terremoto” si era abbattuto sul locale pubblico a inizio luglio, quando è scattata la quarantena per tutti coloro che avevano frequentato il pub il sabato sera precedente. Una misura decisa dal Dipartimento della sanità e della socialità (Dss) in collaborazione con l’Ufficio del medico cantonale dopo che un giovane ticinese era stato testato positivo al coronavirus all’inizio della scuola reclute oltre Gottardo.

La decisione di non aprire ancora, spiega contattato dalla ‘Regione’ il proprietario Marco Acocella, è da attribuire in parte a questo accaduto. “Non vorremmo che un’altra nube nera si abbattesse sul nostro locale, per scaramanzia meglio aspettare”. D’altra parte la decisione ha a che vedere con le misure introdotte a livello cantonale lo scorso 3 luglio per contenere il rischio di contagio da coronavirus e in particolare il limite di 100 persone permesse sull’arco di tutta la serata nei locali notturni.

Tale limite è stato esteso fino al 9 agosto ed è quindi molto probabile, spiega il nostro interlocutore, che fino a quella data il locale non riaprirà. “Questa pandemia mette in difficoltà tutto il settore. È già dura per bar e ristoranti, per i locali notturni come il nostro è ancora peggio a causa delle limitazioni ma anche perché siamo già visti con pregiudizio dalla gente”, sottolinea Acocella aggiungendo che gli stessi limiti non sono per contro stati imposti ai postriboli.

Per i prossimi mesi il locale si è inoltre dotato di purificatori all’ozono che hanno lo scopo di ripulire le particelle di ossigeno. “Teniamo gli occhi aperti e vogliamo avere un occhio di riguardo per quanto riguarda la disinfezione dell’aria visto che si tratta di un virus con cui bisogna imparare a coesistere”, aggiunge il proprietario del pub.

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