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Bellinzonese
18.05.2020 - 15:380
Aggiornamento : 19.05.2020 - 18:03

'Il Consiglio di Stato intervenga per prevenire la violenza di genere'

Dopo il grave fatto di sangue di Giubiasco, i deputati del Movimento per il socialismo chiedono al governo di disporre una serie di misure specifiche

"Realizzare, finalmente, una politica seria e coordinata per combattere e prevenire la violenza di genere". È quanto sollecitano, attraverso una mozione inoltrata al Consiglio di Stato, i deputati del Movimento per il socialismo (Mps) Angelica Lepori, Simona Arigoni e Matteo Pronzini l'indomani del grave fatto di sangue avvenuto a Giubiasco. Un delitto - scrivono i deputati - che "è prima di tutto un femminicidio, vittima predestinata la donna rea di aver abbandonato il marito, di aver fatto scelte personali e di vita indipendenti".

Per l'Mps "i posti nelle strutture di accoglienza per donne maltrattate sono ancora troppo pochi, i sistemi di prevenzione e di richiesta di aiuto sono insufficienti. Le donne vittime di violenza hanno bisogno di ascolto e di tempo, di poter decidere tranquillamente come agire e cosa fare di capire cosa un’eventuale denuncia comporta per la sua vita e il suo futuro". Per i deputati "tutto questo non può risolversi con una semplice chiamata alla polizia che eventualmente agisce nell’immediato (allontanando momentaneamente l’uomo violento), ma non permette di dare un sostegno duraturo e che accompagni le donne nelle loro scelte, molto spesso difficili". 

Affermando che "in questi ultimi anni la politica del cantone si è limitata a 'mettere una pezza' dove possibile, ad agire sull’emergenza senza veramente mettere in campo una politica di prevenzione della violenza e di sostegno attivo delle donne vittime della stessa", l'Mps chiede al Consiglio di Stato di attivare "una hotline dedicata alle donne vittime di violenza attiva 24/24 alla quale risponda personale, prevalentemente femminile, formato in ambito di violenza domestica". Si chiede inoltre "l’attivazione, in collaborazione con i comuni, di sportelli rivolti alle donne vittime di  violenza sparsi su tutto il territorio cantonale" e "la realizzazione di una sorta di 'reddito contro la violenza' che preveda forme di sostegno finanziario per le donne che decidono di interrompere una relazione violenta". 

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