23.10.2019 - 15:06
Aggiornamento: 24.10.2019 - 14:00

Per la Corte è stato stupro, condannato il 29enne

Quattro anni di carcere all’uomo colpevole di aver abusato di una minorenne. Alla giovane andranno 12mila franchi per il torto morale subito

di Giacomo Rizza
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Quattro anni di carcere, l’espulsione dalla Svizzera per 8 e 12mila franchi di risarcimento per il torto morale subito dalla vittima. Questa la pena inflitta dalla Corte delle Assise criminali di Bellinzona al 29enne kosovaro residente nella regione giudicato colpevole del reato di violenza carnale per aver stuprato, presso la propria abitazione durante lo scorso mese di giugno, una ragazza minorenne di età maggiore ai 16 anni.

Tre, ha spiegato il giudice Mauro Ermani prima di pronunciare la sentenza, gli elementi oggettivi che escludono che i fatti si sono svolti come li ha descritti l’imputato, il quale ha sempre negato ogni addebito sostenendo che la giovane era consenziente al rapporto sessuale completo consumato. A cominciare dalla lesione di entità importante alle parti intime riportata dalla vittima, “compatibile con un rapporto sessuale violento e non voluto dalla giovane”. La testimonianza di un amico, il quale ha riferito che il 29enne gli aveva raccontato del rapporto avuto con la ragazza, attesta poi che l’uomo era conscio che la ragazza era ancora vergine. Da ultimo, ha affermato Ermani, pare fuori logica che la giovane volesse perdere la verginità con uno sconosciuto quando aveva a disposizione solamente un’ora.

Elementi oggettivi certi, ha detto il giudice, che hanno portato la Corte a maturare “la granitica e cristallina convinzione che i fatti si sono svolti come raccontati dall’accusatrice privata”. E cioè che l’uomo abbia usato la forza per costringerla a consumare l’atto.

Ermani ha giudicato grave la colpa dell’imputato. “Perché lo stupro è già di per sé un reato odioso, che declassa la vittima da persona a oggetto e mette in luce un egoismo primitivo. Ma l’imputato ha fatto di peggio, facendo perdere la verginità a una giovane ragazza. Si è completamente infischiato della vittima che non voleva quel rapporto, completando il suo intento con una forza inaudita”.

L’avvocato difensore Stefano Pizzola, il quale si era battuto per il proscioglimento, ha già annunciato che nei prossimi giorni procederà con la dichiarazione di ricorso, riservandosi così la facoltà di ricorrere al Tribunale d’appello.

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