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Ultimo aggiornamento: 19.09.2019 18:53
Oltre 300 i grammi 'distribuiti' (Ti-Press)
Bellinzonese
19.08.2019 - 15:040

Spacciava cocaina col bebè, condannato

L'uomo, reo del reato di infrazione aggravata alla Legge sugli stupefacenti, agiva senza scrupoli con la complicità della compagna, pure lei condannata in ottobre

Ha spacciato, trasportato e detenuto cocaina per un quantitativo complessivo superiore a 1,2 chilogrammi. Il tutto nell’arco di un anno, tra l’agosto del 2016 e quello del 2017, a Bellinzona, Biasca, Bodio e Personico.
Custodiva la droga per conto di terzi nella propria abitazione di Biasca, la trasportava in automobile camuffandola in appositi nascondigli creati sotto la cuffia della leva del cambio e all’interno del poggiatesta e, da ultimo, spacciava la sostanza portando con sé il figlio di un anno, al fine di non destare sospetti. Questo il modus operandi adottato dal 39enne cittadino spagnolo condannato oggi a una pena detentiva di trentasei mesi, di cui 18 da espiare.

La Corte delle assise criminali di Riviera presieduta dal giudice Mauro Ermani lo ha ritenuto colpevole dei reati di infrazione aggravata alla Legge sugli stupefacenti, riciclaggio di denaro e falsa moneta. Dedotto il carcere preventivo già scontato (l’uomo è dietro le sbarre dal 30 agosto 2017), il 39enne potrà tornare in libertà nei prossimi giorni, prima di lasciare il territorio Svizzero da cui è stato espulso per un periodo di 10 anni. La sentenza è stata pronunciata adottando la procedura del rito abbreviato, non rendendo così necessaria la requisitoria della procuratrice pubblica Marisa Alfier e l’arringa dalla patrocinatrice dell’uomo, l’avvocato Laura Rigato.  

Oltre 300 i grammi venduti a consumatori locali adottando un metodo senza scrupoli. «Sprezzante», l’aveva definito il giudice Ermani durante il processo dello scorso ottobre nei confronti della compagna del 39enne, complice nelle operazioni di spaccio e pure lei condannata. Una volta ricevuta la sostanza da altri membri appartenenti al traffico di droga, i due erano infatti soliti a venderla portandosi appresso il bebè di appena un anno.  «Il lungo periodo di carcere dovrebbe averle fatto capire che i trafficanti di droga prima o poi finiscono in prigione», ha affermato oggi Ermani prima di pronunciare la sentenza. «Ora starà a lei decidere o meno di cambiare vita», ha inoltre detto il giudice all’imputato, il quale ha già alle spalle un procedimento penale in Italia sempre per spaccio. Le condanne inflitte alla coppia si inseriscono in un’inchiesta più ampia avviata dalla magistratura. 

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