Bellinzonese

C'è un lupo in Alta Leventina: di passaggio o stazionario?

L'esemplare è stato avvistato venerdì scorso da due cacciatori nei dintorni dell'Alpe Pontino, sopra Airolo. Un guardiacaccia monitorerà la zona in cerca di tracce

8 agosto 2019
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«Non avevo mai visto un lupo in questa zona. Speriamo solo che non si tratti di un esemplare stazionario e intenzionato a riprodursi, come quello in Valle Morobbia». La segnalazione giunge da un esperto cacciatore leventinese il quale – recatosi di buon’ora sui monti sopra Airolo per il consueto monitoraggio estivo della selvaggina in vista dell’apertura della caccia alta – ha avvistato un esemplare in zona Alpe Pontino, a circa 2’000 metri di altitudine. Il fatto risale a venerdì 2 agosto ed è stato documentato da una fotografia scattata dal dispositivo del cannocchiale. «Quando l’abbiamo visto per la prima volta alle 6.10 era a circa 300 metri dal nostro rifugio e si stava dirigendo verso il San Gottardo. Dopo mezz’ora, abbiamo nuovamente visto un lupo mentre correva nella direzione opposta, verso l’Alpe Sorescia. Verosimilmente si tratta dello stesso esemplare. Il nostro auspicio è che non trovi cibo, e decida di spostarsi altrove».

Già, perché insieme al rischio di predazioni – nella zona, dice il nostro interlocutore, ci sono due greggi a un paio di chilometri di distanza dal luogo dell’avvistamento – il lupo rappresenta un ospite decisamente scomodo per gli appassionati dell’arte venatoria, in fermento per l’apertura della caccia alta (dal 31 agosto al 14 settembre e dal 16 al 22 settembre). «Era da circa tre settimane che ci appostavamo in quel punto per osservare gli animali selvatici. Ne abbiamo visti parecchi, circa 7 o 8 cervi. Dall’avvistamento del lupo, però, non ce n’è più stata traccia». Un’affermazione in cui Fabio Croci, caposervizio guardie dell’Ufficio caccia e pesca, «crede pienamente». La presenza del lupo, rileva il responsabile dei guardiacaccia, «cambia le abitudini di cervi, caprioli e camosci. Animali che diventano più guardinghi ed escono meno allo scoperto». Ciò che è successo in Valle Morobbia dove, parallelamente alla predazione di una quindicina di pecore per conto del maschio di una famiglia insediatasi durante l’estate scorsa, il numero di catture di ungulati è diminuito.

Stazionario o di passaggio?

Subito avvisato dalla coppia di cacciatori, l’Ufficio caccia e pesca ha fatto altrettanto con il guardiacaccia competente per la zona in questione. Seguirà ora una fase di monitoraggio sul territorio per determinare in primo luogo se il lupo fosse di passaggio o se abbia invece deciso di ‘stabilirsi’ in Alta Leventina. Se così fosse, parallelamente alla possibilità di installare fototrappole in grado di immortalare ogni movimento in un determinato luogo 24 ore su 24, si cercherà di determinare vari aspetti: sesso (i maschi colonizzano il territorio), età e se l’esemplare sia già stato avvistato in passato. «A questo proposito – aggiunge Fabio Croci – è importante recuperare, da sterco ed eventuali capi predati, del Dna di buona qualità» che consente anche di aggiornare il materiale scientifico in possesso delle autorità. Se le predazioni avverranno con un’alta frequenza, sarà sinonimo che il lupo apprezzerà l’habitat. «Se invece le greggi non accuseranno perdite, potrebbe significare che l’esemplare era solo di passaggio. In passato – conclude Fabio Croci – diversi maschi sono transitati da località ticinesi ma hanno deciso di andare altrove perché il territorio non era di loro gradimento».

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