Bellinzonese
11.05.2019 - 14:350
Aggiornamento : 18:02

Un altro anno impegnativo per la Croce Verde Bellinzona

Nel 2018 aumentati gli interventi (3'887) per il quarto anno consecutivo. In futuro si auspica spazi operativi e gestionali più ampi

È stato un anno intenso per la Croce Verde Bellinzona (Cvb), a immagine dell’ulteriore crescita dell’attività operativa. Nel 2018 l’ente di soccorso preospedaliero ha svolto complessivamente 3’887 missioni, di cui 671 con il supporto dell’automedica. Dati alla mano, si conferma la tendenza osservata negli ultimi anni, con un aumento degli interventi del 17% negli ultimi quattro anni.

Nel 2015 la Cvb ne aveva svolti 3’232, saliti a 3’516 nel 2016 e a 3’728 nel 2017. Composto da 30 unità effettive di personale professionista e da una quarantina di volontari, la squadra di pronto intervento (assistita dall’ospedale San Giovanni per il supporto medico nel corso degli interventi più delicati) presta il servizio d’urgenza su un territorio di 210 km2, che include i cinque comuni del Bellinzonese, con un bacino di 55’135 abitanti.

Nello specifico, nel 2018 i veicoli della Cvb hanno percorso complessivamente circa 115mila km. Il 42% degli interventi è stato effettuato in codice primario, vale a dire in una situazione in cui il paziente presenta un problema acuto che potenzialmente minaccia le sue funzioni vitali. Fra le patologie più frequenti, traumi e politraumi di vario genere (20% degli interventi), casi psichiatrici (12%), malori di origine cardiaca, arresto cardio-respiratorio (10%) e insufficienza respiratoria (8%). Nel 2018, pure l’attività formativa rivolta alla popolazione ha registrato un aumento. I corsi promossi sono stati 170 (contro i 152 del 2017), a cui hanno preso parte 2’298 persone.

Diversi gli auspici dell’ente in vista del futuro. A cominciare dalla necessità di disporre di più ampi spazi operativi e gestionali. Al fine di ottimizzare l’impiego di risorse nel complesso iter procedurale che coinvolge il servizio a tutti i livelli, Cvb vorrebbe inoltre che venisse creata una figura professionale responsabile del riaccreditamento per tutti gli enti. Si punta pure sul rafforzo delle sinergie. In questo senso sono state recentemente poste le basi per una collaborazione con l’ente limitrofo Salva Locarno, che potrebbe essere esteso anche ai ‘vicini’ di Tre Valli Soccorso. Il progetto mira ad interagire nella formazione continua dei capiintervento regionali e dei membri dell’Unità d’intervento tecnico. 

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