Bellinzonese

Uccide l’ex moglie e fa esplodere una cascina ferendo tre agenti

Leontica: il 59enne subito dopo aver sparato alla donna nella clinica di Faido, si è recato a casa dove qualcuno lo ha visto aggirarsi in stato alterato

L’immagine della casa subito dopo l’esplosione
10 luglio 2026
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Esplosione questa sera verso le 19.40 a Leontica, più precisamente nei pressi dell'abitazione del 59enne che ieri sera poco prima delle 20 ha sparato all'ex moglie degente nella clinica riabilitativa di Faido, per poi scappare. Lei, ricordiamo, è morta due ore dopo in ospedale a Bellinzona. Lui, in preda alla rabbia e totalmente fuori controllo, in un gesto sconsiderato ha innescato un'esplosione in una cascina di Leontica (non di sua proprietà) ferendo in modo non grave tre dei cinque agenti che si trovavano in paese sulle sue tracce e che si erano avvicinati allo stabile rurale per cercarlo e fermarlo dopo aver udito tre colpi di arma da fuoco. Non è dato sapere se il 59enne si trovasse all'interno al momento della deflagrazione. Né se i tre colpi di pistola fossero rivolti verso qualcuno.

Visto la sera prima in stato alterato

Da nostre informazioni risulta che giovedì sera l'uomo sarebbe stato visto da qualcuno verso le 21 aggirarsi in paese in preda a uno stato di forte agitazione. Nessuno però poteva immaginare che appena un'ora e mezza prima aveva rivolto la pistola alla tempia dell'ex consorte e premuto il grilletto, probabilmente al culmine dell'ennesimo litigio. Polizia, pompieri e soccorsi sono sul posto per verificare se nell'edificio in fiamme vi fosse qualcuno, in particolare appunto il 59enne uxoricida, di cui si sono perse le tracce.

Le autorità comunali attendono di sapere

Dal canto suo la Polizia cantonale ha fissato nella casa comunale di Acquarossa la propria base operativa, mentre l'accesso in direzione di Leontica è bloccato. Sul posto in Municipio la sindaca Michela Gardenghi segue da vicino l'evolversi della situazione e come tutti attende dalle forze dell'ordine informazioni più precise. Grande il suo rincrescimento e dolore, conoscendo bene la vittima. Abita a Leontica il collega di Municipio Lucio Tironi, che interpretando il sentimento della piccola comunità non nasconde la preoccupazione: «Confidiamo che questa tragedia sia circoscritta alla sola sfera familiare e non coinvolga altre persone».

Il comandante: ‘Impossibile capire se vi fosse dentro qualcuno’

Il Centro di pronto intervento di Biasca ha ricevuto l'allarme alle 19.47 e si è recato sul posto con dieci militi e quattro veicoli; a dar man forte anche i pompieri di montagna di Acquarossa. «Era in corso un forte temporale – ci spiega il comandante di Biasca, Corrado Grassi – e la gente del posto non è stata in grado di dire se quanto udito poco prima sia stata un'esplosione o un tuono. A ogni modo siamo riusciti a circoscrivere l'incendio impedendo che si propagasse alle abitazioni vicine. Intervento riuscito quindi. Non siano stati però in grado di capire cos'abbia originato il rogo, né se all'interno dello stabile vi fosse qualcuno».

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