Giovedì sera una bleniese degente in clinica è stata trovata con una ferita da pistola alla testa, poi è morta in ospedale. Si cerca l’ex marito

Giovedì 9 luglio poco dopo le 20 sul sedime della clinica di riabilitazione di Faido, e più precisamente nel parco, è stata rinvenuta una 56enne svizzera domiciliata ad Acquarossa, in Val di Blenio, degente nella struttura sanitaria, con una grave ferita alla testa da arma da fuoco. Sul posto sono intervenuti agenti della Polizia cantonale e i soccorritori della Rega, che hanno provveduto al trasporto della donna all'ospedale San Giovanni di Bellinzona, dov'è deceduta dopo un paio d'ore. Il fatto di sangue è stato commesso durante l'orario di visite e l'arma usata è una pistola.
Sono in corso gli accertamenti per chiarire cause, modalità e responsabilità relative al grave fatto di sangue. In quest'ambito – specifica la Polizia cantonale in un comunicato – è al vaglio la posizione di un uomo, attualmente ricercato. Stando a nostre informazioni si tratta dell'ex marito, un 59enne anche lui domiciliato in Val di Blenio, a Leontica, dov’è titolare di una piccola ditta per la manutenzione di impianti di risalita, mentre nel 1998 e per alcuni anni aveva assunto la responsabilità di quelli del Nara. Giovedì sera dopo aver ferito l'ex moglie ha fatto perdere le tracce e la polizia lo sta cercando in tutta la valle e nell'Alto Ticino con l'impiego di diverse pattuglie e agenti armati di mitragliette.
L'indagine è coordinata dalla procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis.
Si allunga quindi l'elenco di femminicidi commessi nella nostra regione. Risale al 26 gennaio 2025 l‘uccisione di una rumena di 21 anni residente in Italia per mano di un 27enne di Lodrino, a sua volta suicidatosi con un fucile dopo averla attirata in un suo rustico sui monti per un incontro a sfondo sessuale finito male e durante il quale lui aveva assunto cocaina.
Pure di notte si è consumato il matricidio di una 46enne, uccisa dal figlio nell'appartamento di quest'ultimo, in via Mirasole a Bellinzona, lo scorso 28 gennaio. Il 24enne era in preda a una crisi da stupefacenti quando ha aggredito la madre e il compagno di lei recatisi in visita per accudirlo in un momento di estremo bisogno, finito nel sangue. Anche l'uomo ha riportato ferite da arma da taglio, ma se l’è cavata. Stando a una perizia psichiatrica chiesta dalla Procura il 24enne, in preda ai fumi del crack, era totalmente incapace di intendere e di volere al momento dei fatti; l'esperto ha inoltre evidenziato un rischio elevato di recidiva. Bisogna capire se è processabile; attualmente si trova in regime di espiazione anticipata della pena con l'accusa di assassinio.
Risale infine alla notte del 13 febbraio scorso il dramma di Gnosca, dove un 57enne dopo aver strangolato a morte la moglie di 47 anni al culmine di una lite, si è tolto la vita con un'arma da fuoco. Lite scoppiata anche qui nottetempo dopo che lui era rientrato al domicilio alticcio (aveva problemi d'alcol) al termine di una serata trascorsa al Rabadan di Bellinzona.