CANTONE / CONFINE

Turismo sostenibile lungo il Ticino

Percorsi ciclabili, battelli elettrici e gestione condivisa per conciliare turismo, mobilità e tutela ambientale nel corridoio ecologico del Ticino.

Turismo sostenibile lungo il Ticino
(Ente di Gestione delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore)
4 novembre 2026
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BELLINZONA - Come rendere il fiume Ticino più accessibile ai turisti senza compromettere i suoi ecosistemi? Dalla creazione di percorsi ciclabili alla possibilità di trasportare le biciclette sui battelli, passando per una maggiore collaborazione nella gestione delle aree protette: sono alcune delle proposte emerse durante il secondo workshop territoriale del progetto Interreg VISTA TICINO, che si è svolto giovedì 29 ottobre a Villa Picchetta, a Cameri, in provincia di Novara.

L'incontro, dedicato al tema «Turismo sostenibile, mobilità dolce e fruizione lungo il fiume Ticino», ha riunito amministratori, rappresentanti di enti, tecnici e operatori del territorio per discutere le prospettive di sviluppo sostenibile del bacino fluviale.

Un progetto tra Italia e Svizzera
Finanziato dal Programma Interreg VI-A Italia-Svizzera, VISTA TICINO rientra nell'ambito di Iniziativa Ticino, un percorso di collaborazione transfrontaliera che punta a rafforzare la gestione condivisa del corridoio ecologico del fiume.

L'obiettivo è conciliare la protezione degli ecosistemi e delle risorse naturali con le attività economiche, il turismo e la qualità della vita delle comunità locali, attraverso una visione comune del territorio.

Ad aprire i lavori è stato Nicola Patocchi, della Fondazione Bolle di Magadino, capofila svizzero del progetto. Nel suo intervento ha sottolineato l'importanza di mettere in rete istituzioni e realtà già attive lungo il Ticino, creando le condizioni per una collaborazione duratura.

Uno degli strumenti individuati per raggiungere questo obiettivo è il Contratto di Fiume, un percorso di confronto e collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti nella gestione e nella valorizzazione del territorio.

Dalle piste ciclabili ai battelli elettrici
Durante il workshop sono state presentate diverse esperienze legate alla mobilità sostenibile e al turismo fluviale.

Stefania Giannuzzi, del Settore Qualità dell'Aria e Innovazione Tecnologica per l'Ambiente della Regione Piemonte, ha illustrato alcune opportunità di finanziamento per i Comuni interessati a sviluppare la mobilità ciclistica. Stefania Cerutti, docente dell'Università del Piemonte Orientale, ha invece approfondito il contributo che il turismo sostenibile può offrire alle economie locali.

Monica Perroni, direttrice dell'Ente di Gestione delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore, ha richiamato l'attenzione sulla necessità di affiancare alla promozione turistica la salvaguardia della biodiversità. In quest'ottica, il Contratto di Fiume potrebbe favorire il dialogo tra istituzioni, operatori e comunità locali.

Tra gli esempi presentati figura anche quello di Torino. Attraverso un videointervento, l'assessore Paolo Tresso ha illustrato il progetto del futuro River Center, uno spazio culturale e turistico previsto nelle sette arcate storiche dei Murazzi del Po.

La struttura ospiterà spazi per il coworking e lo studio, un caffè tematico e la biglietteria dei nuovi battelli elettrici. Un'iniziativa che punta a integrare la valorizzazione del fiume con nuove forme di mobilità e di fruizione urbana.

Uno sguardo oltreconfine è arrivato anche dall'Austria, grazie all'intervento di Christian Weinberger, responsabile dello sviluppo regionale presso Ecoplus e consulente EuroVelo Austria. Forte di oltre 25 anni di esperienza nello sviluppo del Danube Cycle Path, Weinberger ha presentato il modello di percorsi e servizi turistici realizzato lungo il Danubio, offrendo possibili spunti per il territorio del Ticino.

Le criticità: biciclette sui battelli e percorsi da migliorare
Il confronto tra i partecipanti ha permesso di individuare alcune difficoltà concrete che ostacolano una fruizione più sostenibile del territorio.

Tra queste è emersa la limitata possibilità di trasportare biciclette sui battelli che navigano sul lago, un problema per chi vorrebbe combinare spostamenti sull'acqua ed escursioni ciclistiche.

Si è discusso inoltre della necessità di migliorare la manutenzione delle infrastrutture turistiche esistenti e di sviluppare nuovi percorsi ad anello, capaci di offrire itinerari più articolati ai visitatori.

Un'altra proposta riguarda la progettazione di sentieri escursionistici che non si limitino alle zone costiere, ma si sviluppino anche a mezzacosta, ampliando le possibilità di scoperta del territorio.

Particolare attenzione è stata riservata alle aree protette. I partecipanti hanno evidenziato l'importanza di semplificare il dialogo tra i soggetti coinvolti nella loro gestione, favorendo una maggiore collaborazione nelle attività di tutela e manutenzione.

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