CANTONE

Lavorano fino a 51 ore a settimana: «È intollerabile»

Il sindacato SISA denuncia condizioni insostenibili per gli apprendisti agricoli e chiede una riforma dell'orario di lavoro e delle ferie.

Lavorano fino a 51 ore a settimana: «È intollerabile»
(TiPress)
3 novembre 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

BELLINZONA - Ridurre l'orario di lavoro a 35 ore settimanali, comprese le lezioni, e garantire 13 settimane di ferie all'anno, senza tagli agli stipendi. Sono le principali rivendicazioni del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA), che denuncia le condizioni lavorative e formative degli apprendisti nel settore agricolo svizzero.

Al centro delle critiche c'è soprattutto il carico di lavoro. «Troviamo intollerabile che giovani in formazione, come nel settore agricolo, siano costretti a lavorare fino a 51,5 ore settimanali», afferma il SISA, sottolineando come un impegno di questa portata possa compromettere la vita sociale e il benessere psicofisico degli apprendisti.

A sostegno delle proprie preoccupazioni, il sindacato cita un'indagine di WorkMed pubblicata nel 2025, secondo cui il 61% degli apprendisti ha sperimentato problemi di natura psichica durante il tirocinio. Una situazione che, a giudizio del SISA, viene aggravata dalle poche settimane di vacanza a disposizione dei giovani in formazione nel settore agricolo, comprese tra quattro e sei all'anno.

La battaglia per più vacanze
Il sindacato torna così sul tema delle ferie, ricordando le 176mila firme consegnate a Palazzo federale il 21 agosto 2025 per chiedere l'introduzione di otto settimane di vacanza per gli apprendisti.

Il SISA critica inoltre la posizione del Consiglio federale, che ha respinto la proposta di aumentare da cinque a sei le settimane di ferie, motivando la decisione anche con le possibili ripercussioni sulla produttività delle aziende.

Una giustificazione che il sindacato considera inaccettabile. Per il SISA, la politica federale dovrebbe invece dare priorità al benessere dei giovani e alla qualità della loro formazione. Un aumento delle ferie, sostiene, permetterebbe di conciliare meglio vita privata e lavoro, con effetti positivi sulla salute psicofisica e sul rendimento scolastico.

Un settore che deve attrarre nuove generazioni
La questione delle condizioni di lavoro viene collegata anche al futuro dell'agricoltura svizzera. Il SISA ricorda che meno del 2% delle persone attive nel Paese lavora nel settore agricolo e che, secondo i dati riportati dal sindacato, nei prossimi 15 anni la metà degli agricoltori raggiungerà l'età della pensione.

Per garantire il ricambio generazionale, sostiene l'organizzazione, sarà quindi necessario rendere più attrattivi i percorsi formativi e migliorare le condizioni di chi sceglie un apprendistato agricolo.

Il sindacato punta inoltre il dito contro l'influenza delle organizzazioni di categoria sulla formazione professionale. In particolare, accusa l'Unione svizzera dei produttori di verdura (USPV) di esercitare un potere eccessivo nella definizione dei programmi scolastici, privilegiando le esigenze delle aziende ed escludendo sistematicamente quelle degli apprendisti.

Le richieste: meno ore e più ferie, senza riduzioni salariali
Da qui le rivendicazioni del SISA: una settimana lavorativa di 35 ore, comprensive dei corsi di formazione, e 13 settimane di vacanza all'anno. Misure che il sindacato chiede di applicare non soltanto al settore agricolo, ma a tutti gli apprendistati.

Un ultimo punto viene considerato fondamentale: qualsiasi riduzione dell'orario di lavoro non dovrà tradursi in una diminuzione del salario degli apprendisti.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali