CANTONE

Caso Maidan, arriva anche il ricorso al TRAM

Dopo lo stralcio deciso dal Consiglio di Stato lo scorso 23 settembre, HelvEthica Ticino ne chiede ora l'annullamento e il rinvio degli atti all'esecutivo cantonale

Caso Maidan, arriva anche il ricorso al TRAM
(Ti-Press)
27 ottobre 2026
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BELLINZONA - Il cosiddetto "caso Maidan" si arricchisce di un nuovo capitolo. HelvEthica Ticino ha fatto ricorso al Tribunale cantonale amministrativo contro la risoluzione del Consiglio di Stato che, lo scorso 23 settembre 2026, ha disposto lo stralcio del ricorso relativo al divieto di proiettare il documentario "Maidan: la strada verso la guerra", la cui proiezione, lo ricordiamo, era prevista presso la Sala Congressi di Muralto il 29 gennaio scorso.

Torniamo per un attimo a quei giorni. Il 12 gennaio, l'esecutivo di Muralto aveva revocato l'autorizzazione invocando «tensioni e turbative dell'ordine pubblico». Decisione poi contestata da HelvEthica Ticino. La controversia, dopo che il governo cantonale ha inizialmente negato l'effetto sospensivo, si è prolungata per mesi.

Il partito, attraverso un comunicato inviato alle redazioni il 20 agosto, aveva lamentato il silenzio prolungato da parte delle istituzioni. Un silenzio interrotto dall'esecutivo cantonale il 23 settembre, stralciando infine il ricorso. Il motivo? La data dell'evento era trascorsa e l'interesse per una decisione era venuto meno. Una conclusione che HelvEthica Ticino ritiene «inaccettabile».

«Se bastasse lasciar trascorrere la data di una manifestazione per evitare un giudizio sulla legittimità del suo divieto, la tutela giudiziaria delle libertà fondamentali rischierebbe di diventare puramente teorica», si legge nel comunicato. Da qui, la richiesta al TRAM di annullare la risoluzione governativa e inviare nuovamente gli atti al Consiglio di Stato.

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