Il Municipio di Lugano sottolinea che le verifiche anti-abuso sugli assegni sociali agli stranieri risultano efficaci, ma i controlli internazionali restano complessi.

LUGANO - Quanti stranieri residenti a Lugano ricevono assegni familiari integrativi e di prima infanzia? E quali controlli vengono effettuati per verificare che i beneficiari non possiedano immobili o altri beni all'estero senza dichiararli? Sono alcune delle domande sollevate dal consigliere comunale Omar Wicht (Lega) nell'interrogazione "Stranieri, aiuti sociali e proprietà all'estero. E i controlli?", presentata lo scorso agosto.
La risposta del Municipio fornisce una fotografia della situazione attuale e chiarisce le competenze comunali e cantonali nella lotta agli abusi. Secondo l'Esecutivo, il fenomeno è attualmente «abbastanza sotto controllo» e le verifiche producono «buoni risultati».
223 beneficiari con permesso B o C
Stando ai dati forniti dal Municipio, a Lugano risultano attualmente 63 unità di riferimento beneficiarie di assegni familiari integrativi (AFI) o di prima infanzia (API) con permesso B e 160 con permesso C. Le prime rappresentano circa il 15% del totale, le seconde il 27%.
Non è invece possibile ricostruire l'evoluzione del fenomeno negli anni precedenti. Wicht aveva chiesto i dati relativi al 2023, 2024, 2025 e alla prima metà del 2026, ma il Municipio ha spiegato che i sistemi informatici consentono soltanto di fotografare la situazione presente.
Le prestazioni sono inoltre regolamentate a livello cantonale e il Comune non partecipa al loro finanziamento. Per questo motivo, precisa l'Esecutivo, l'amministrazione cittadina non dispone di dati sufficientemente attendibili per elaborare statistiche retrospettive. Il Municipio osserva comunque che, in generale, il numero di titolari di permessi B e C che ricorrono a queste prestazioni è rimasto abbastanza stabile negli anni.
Come vengono controllati i patrimoni?
Uno dei punti centrali dell'interrogazione riguarda la possibilità che alcuni beneficiari possiedano immobili o altri beni nei Paesi d'origine senza dichiararli alle autorità svizzere.
Il Municipio spiega che le verifiche patrimoniali effettuate dal Comune e dallo sportello LAPS si basano sulle informazioni contenute nelle decisioni di tassazione.
Quando emergono discrepanze importanti, per esempio se una sostanza precedentemente dichiarata non figura più nella documentazione presentata al momento della richiesta di aiuto, vengono chiesti giustificativi per chiarire come sia stata utilizzata.
La questione diventa più complessa quando si tratta di verificare eventuali proprietà all'estero. Su questo punto, il Municipio chiarisce che la competenza spetta all'ispettorato cantonale. Il Comune, infatti, «non ha alcuna base legale per intraprendere collaborazioni con le autorità estere per la verifica di eventuali proprietà all'estero».
Segnalazioni anonime e verifiche incrociate
Questo non significa, tuttavia, che l'amministrazione comunale non possa intervenire quando emergono sospetti di irregolarità.
Il Municipio precisa che il Comune effettua già verifiche incrociate in presenza di situazioni dubbie, anche quando le informazioni provengono da segnalazioni anonime.
L'obiettivo è stabilire se la segnalazione sia priva di fondamento oppure se vi siano elementi che giustifichino ulteriori approfondimenti. In quest'ultimo caso, la situazione viene trasmessa agli uffici cantonali competenti, con i quali i servizi comunali collaborano.
Quando l'ispettorato cantonale accerta un abuso, viene disposto un ordine di restituzione delle prestazioni indebitamente percepite. In alcuni casi può inoltre scattare una denuncia penale.
Wicht aveva chiesto anche quante revoche di prestazioni e richieste di restituzione avessero riguardato i titolari di permesso B e C negli ultimi tre anni. La risposta municipale non fornisce però queste cifre. L'Esecutivo precisa invece che i servizi sociali comunali non conoscono il numero di cittadini ai quali è stato ritirato il permesso.
Nel 2025 accertati 64 abusi su 114 verifiche
Per inquadrare la portata del fenomeno, il Municipio cita i dati cantonali relativi al 2025.
Nel corso dell'anno sono state avviate 114 verifiche per presunte infrazioni. Di queste, 64 hanno portato all'accertamento di un abuso.
Secondo quanto riportato nella risposta municipale, i casi accertati corrispondono a poco più dell'1% del totale dei beneficiari di prestazioni.
È sulla base di questi dati che l'Esecutivo ritiene la situazione sostanzialmente sotto controllo, sottolineando che viene fatto «tutto il possibile» per prevenire gli abusi.
Controlli all'estero, la digitalizzazione potrebbe aiutare
L'ultimo punto dell'interrogazione riguarda i possibili miglioramenti delle procedure di verifica nel biennio 2026-2027, in particolare attraverso accordi internazionali e strumenti digitali.
Il Municipio spiega di non essere a conoscenza di eventuali iniziative dell'ispettorato cantonale per concludere accordi con altri Paesi. L'organismo opera infatti autonomamente rispetto ai Comuni, pur collaborando con questi ultimi per i controlli sul territorio.
L'Esecutivo non esclude che in futuro la digitalizzazione possa facilitare collaborazioni con Stati esteri per effettuare verifiche patrimoniali mirate.
Resta però un ostacolo importante: la protezione dei dati personali, disciplinata da normative differenti nei singoli Paesi. Un elemento che, secondo il Municipio, continua a rendere complessa l'eventuale introduzione di controlli transfrontalieri più sistematici.