L'annuncio della dedica di metà via Capelli a Giuliano Bignasca spinge l'avvocato a contestare la scelta in Consiglio di Stato.

LUGANO - Che la scelta fosse destinata a non passare inosservata era apparso chiaro fin dai primi malumori seguiti all'annuncio del Municipio di Lugano. Ora, però, c'è chi è pronto a passare dalle critiche ai fatti, presentando ricorso contro la decisione di intitolare metà di via Capelli a Giuliano Bignasca.
«Il Municipio ha fatto una scelta purtroppo divisiva», ha spiegato alla Rsi l'ex procuratore pubblico e avvocato Paolo Bernasconi. «La scelta di una persona alla quale dedicare una strada di una città deve essere una scelta ecumenica. Deve nascere da un coro di approvazione, mentre invece conosciamo tutti i decenni di carriera tumultuosa del signor Bignasca, con rispetto parlando, pluripregiudicato anche per ingiurie, reati contro l’onore e diffamazione. Oggi si utilizza il termine di discorso di odio».
Bernasconi si è detto pronto a presentare ricorso al Consiglio di Stato contro l'ordinanza municipale.
Le perplessità, del resto, non mancano nemmeno all'interno dello stesso Esecutivo luganese. L'omaggio al fondatore della Lega non ha infatti raccolto l'unanimità: i municipali Roberto Badaracco e Raoul Ghisletta si sono detti contrari.
«La valutazione della Commissione strada - ha spiegato lo stesso vicesindaco - si basava su alcune regole secondo cui le uniche strade vengono intitolate a sindaci. Per una questione di condivisione su una figura sostenuta da tutta la popolazione. Non ci sono municipali cui sono dedicate delle strade e adesso si crea ovviamente un precedente aprendo il campo anche ad altre figure, anche dei municipali».
Di tutt'altro avviso chi ha proposto l'intitolazione. «Non è che mi aspettassi tante o poche critiche», ha detto sempre alla Rsi il consigliere comunale leghista Gian Maria Bianchetti. «Indubbiamente era un personaggio controverso per quanto riguarda la sua vita privata. Dal punto di vista politico, credo che il Nano a livello ticinese e a livello cittadino luganese abbia portato sicuramente qualcosa, non dico di innovativo, ma ha cambiato completamente lo scenario politico. Per cui, secondo me, l’accento va messo sull’uomo politico. Cioè l’uomo che concretamente ha fatto qualcosa per la nostra città a cui lui voleva molto bene».