LUGANO

Bilaterali III, «l'UCS parla anche a nome di Lugano?»

Un'interrogazione del gruppo UDC chiede al Municipio se è stato consultato prima dell'opposizione espressa dall'Unione delle città svizzere nei confronti della doppia maggioranza sui Bilaterali III

Bilaterali III, «l'UCS parla anche a nome di Lugano?»
(Ti-press (Davide Agosta))
14 ottobre 2026
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LUGANO - L'Unione delle città svizzere (UCS) si è schierata contro l'ipotesi di sottoporre i Bilaterali III alla doppia maggioranza di Popolo e Cantoni. Ma questa posizione rappresenta anche Lugano? E il Municipio è stato consultato? Sono le domande sollevate dal gruppo UDC in Consiglio comunale con un'interrogazione depositata il 14 ottobre, che vede Alain Bühler come primo firmatario.

Facciamo un passo indietro. In un comunicato pubblicato il 30 settembre scorso, l'UCS si è opposta alla richiesta di sottoporre i Bilaterali III alla doppia maggioranza. Secondo l'associazione, per questi accordi la Costituzione prevede il referendum facoltativo, per il quale è sufficiente la maggioranza popolare.

L'UCS sostiene inoltre che il requisito della maggioranza dei Cantoni ridurrebbe «in misura sproporzionata» il peso del voto della popolazione urbana. Una posizione contestata dall'UDC luganese, che richiama il ruolo della doppia maggioranza nella tutela del federalismo e delle diverse realtà linguistiche e territoriali della Confederazione.

Per i consiglieri comunali democentristi, la questione assume un significato particolare per Lugano, principale centro urbano di un Cantone di lingua italiana. «Siamo la maggiore città di un Cantone di lingua italiana e sappiamo quanto sia difficile far sentire la nostra voce a Berna. Abbiamo quindi tutto l'interesse a difendere il peso dei Cantoni e la tutela delle minoranze», scrivono i firmatari.

L'UDC precisa che la questione non riguarda direttamente il sostegno o l'opposizione agli accordi con l'Unione europea, ma le modalità della loro approvazione. «Sarebbe preoccupante affrontare la questione pensando soprattutto a quale modalità di voto favorisca il risultato desiderato», osservano.

Il Municipio è stato consultato?
Il punto centrale dell'interrogazione riguarda il rapporto tra Lugano e l'UCS, di cui la Città è membro. L'UDC chiede se il Municipio condivida la posizione dell'associazione e se abbia discusso formalmente la questione, adottando una decisione.

Vuole inoltre sapere se rappresentanti della Città siano stati consultati prima della pubblicazione del comunicato del 30 settembre e se abbiano espresso consenso, riserve o dissenso. Le domande riguardano anche le procedure interne dell'UCS: quale organo abbia deciso la presa di posizione e quali possibilità siano state offerte alle città aderenti per esprimersi.

I democentristi chiedono inoltre chi rappresenti Lugano nell'associazione, come vengano definiti i mandati e attraverso quali canali il Municipio sia informato delle posizioni politiche dell'UCS. L'interrogazione tocca anche l'aspetto finanziario: quanto versa annualmente Lugano all'associazione e se sostiene ulteriori spese per progetti, comunicazione o iniziative politiche.

Infine, qualora la posizione dell'UCS non corrispondesse a quella del Municipio, l'UDC domanda se l'Esecutivo intenda manifestare pubblicamente il proprio dissenso e chiedere un maggiore coinvolgimento delle città aderenti nelle future decisioni. «L'appartenenza all'associazione non può diventare una firma in bianco su ogni posizione politica assunta dai suoi vertici», concludono i firmatari.

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