L’agente indagato avrebbe consultato una banca dati di servizio per fornire informazioni riservate e condiviso dettagli su un collega con il granconsigliere Pronzini.

BELLINZONA - Le presunte fughe di notizie legate al caso Gobbi non riguarderebbero soltanto l’incidente stradale del direttore del Dipartimento istituzioni. Come riferito dalla RSI, uno dei tre agenti della Polizia cantonale indagati avrebbe divulgato informazioni riservate in altre due occasioni, coinvolgendo un ex comandante della Polizia comunale di Lugano e un collega.
Il primo episodio risale all’aprile del 2018. Un assicuratore avrebbe inviato al comandante una fotografia di un’auto della polizia, chiedendo a chi fosse intestata la targa protetta. L’agente avrebbe consultato la banca dati di servizio, scoprendo che il veicolo era in uso proprio al comandante, e avrebbe comunicato l’informazione all’amico.
Nel maggio del 2021, invece, il destinatario delle informazioni sarebbe stato il granconsigliere Matteo Pronzini. L’agente gli avrebbe riferito gli esiti di accertamenti su un collega già condannato nel 2016 per istigazione alla discriminazione razziale.
Sul fronte amministrativo, due dei tre poliziotti indagati rischiano il licenziamento, mentre il terzo è stato sospeso. La procedura penale è condotta dal procuratore generale Andrea Pagani.