Sconfinare Festival 2026: si chiude con successo la settima edizione
Bellinzona

Sconfinare Festival 2026: si chiude con successo la settima edizione

L’edizione di quest’anno ha visto affluenza record e un programma interdisciplinare capace di intrecciare arti e riflessioni sui linguaggi contemporanei.

12 ottobre 2026
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BELLINZONA - Si è conclusa domenica sera in Piazza del Sole la settima edizione di Sconfinare Festival, la manifestazione culturale firmata Città di Bellinzona. Quattro giornate e quindici appuntamenti interdisciplinari dedicati al confine tra parola e silenzio. Ospiti di rilievo internazionale e grande affluenza di pubblico per un programma che ha saputo intrecciare linguaggi differenti, offrendo occasioni di riflessione e confronto sui grandi interrogativi del presente.

A chiudere il Festival è stato Murubutu, protagonista dell’incontro Letteraturap: parole scelte con cura: un ultimo sconfinamento tra rap e letteratura, che ha portato sul palco la parola nella sua dimensione ritmica e musicale. Una conclusione particolarmente significativa per un’edizione che, dall’8 all’11 ottobre, ha interrogato il linguaggio nelle sue molte forme e il silenzio nelle sue diverse possibilità. Un tema antico e insieme profondamente contemporaneo, affrontato attraverso un programma capace di mettere in relazione cinema, teatro, giornalismo, letteratura, scienza e musica.

Ad aprire la settima edizione giovedì 8 ottobre sono stati Fabrizio Gifuni e Stefano Bartezzaghi: un dialogo tra interpretazione teatrale e ricerca sul linguaggio, seguito dalla proiezione del film Il capitale umano di Paolo Virzì, promossa in collaborazione con il Circolo del Cinema Bellinzona. Venerdì sera è stata invece la volta di Domenico Iannacone, che con il suo spettacolo Che ci faccio qui… in scena ha portato in Piazza del Sole il teatro d’inchiesta e il racconto dell’Italia meno visibile, dopo l’incontro pomeridiano con il geografo Alberto Vanolo, dedicato alla città e alle possibilità di costruire spazi urbani più inclusivi.

Cuore della programmazione è stata, come ogni anno, la giornata di sabato con Oltre il muro: cinque ore, cinque sguardi, una piazza, la tradizionale “maratona di pensiero” di Sconfinare Festival. Nel corso di cinque incontri consecutivi, Massimo Giannini, Nicoletta Polla-Mattiot, Andrea Moro, Mauro Covacich, Björn Larsson e Alex Bellini hanno esplorato il rapporto tra parola e silenzio attraverso prospettive differenti: dal linguaggio della politica al silenzio come pratica di attenzione, dalle origini neurologiche del linguaggio ai limiti della narrazione letteraria, fino al mare come luogo di esperienza e di racconto.

La giornata di sabato è proseguita con la consegna del Premio Giorgio Orelli 2026 a Franco Buffoni, poeta, traduttore e saggista, e si è conclusa con uno degli appuntamenti più attesi dell’edizione: Walter Veltroni, protagonista dell’incontro Le parole che restano. Scrittore, giornalista, regista e figura di primo piano della vita pubblica italiana, Veltroni ha accompagnato il pubblico in una riflessione sul rapporto tra parola, memoria e tempo, sul valore del racconto e sul legame profondo tra le storie individuali e la storia collettiva.

Accanto agli appuntamenti centrali, Sconfinare Festival ha confermato la volontà di rivolgersi a pubblici diversi e a differenti generazioni, anche grazie a una preziosa rete di collaborazioni con le realtà culturali e formative del territorio. Venerdì Sconfinare per le Scuole ha coinvolto oltre duecento studentesse e gli studenti del Liceo cantonale di Bellinzona e della Scuola cantonale di commercio. Domenica mattina Prima luce, promossa in collaborazione con la Fondazione Sasso Corbaro, ha intrecciato yoga e poesia all’alba, mentre nel pomeriggio Frammenti di voce, realizzato insieme a La Lanterna Magica, ha invitato bambine, bambini e famiglie a esplorare il tema dell’edizione attraverso il cinema.

«I riscontri raccolti nel corso delle quattro giornate - si legge in una nota della Città - confermano l’apprezzamento del pubblico per la qualità e la varietà della proposta culturale, e incoraggiano a proseguire nel percorso intrapreso. Sconfinare Festival rinnova così la propria vocazione a essere uno spazio aperto di incontro, nel quale idee e linguaggi anche lontani possono entrare in relazione. Un progetto culturale che, edizione dopo edizione, continua a interrogare i confini del nostro presente, nella convinzione che proprio il confronto tra prospettive differenti possa aprire nuove possibilità di conoscenza».

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