Per le ricerche della cercatrice di funghi 62enne si erano mobilitate squadre e autorità ticinesi e italiane. Ad avvistarne i resti nei pressi dell'Alpe Trevino sarebbe stata la Rega.

LUGANO - Un quarto giorno di ricerche che ha portato a un tragico ritrovamento.
La 62enne cercatrice di funghi, di cui si erano perse le tracce domenica mattina, è stata ritrovata priva di vita sul territorio ticinese.
Come riferito da La Provincia di Como, la triste scoperta è avvenuta presso l'Alpe Trevino, sopra Caprino e quindi nel territorio comunale di Lugano.
Ricerche congiunte
Nella giornata odierna, le imponenti operazioni erano state estese oltre il confine ticinese, in seguito al coinvolgimento del Centro di cooperazione di polizia di Chiasso.
Le squadre ticinesi, dopo un primo confronto operativo con i colleghi italiani, si erano messe alla ricerca della donna. L'area delle ricerche è stata sorvolata anche da un elicottero della Rega che, stando al quotidiano comasco, avrebbe avvistato il corpo in prossimità di un corso d'acqua.
Dal lato italiano, le operazioni hanno visto il coinvolgimento del Soccorso Alpino e Speleologico, oltre alle squadre territoriali della Stazione Lario Occidentale - Ceresio e dei tecnici provenienti dalle Stazioni limitrofe della XIX Delegazione Lariana in collaborazione con il Soccorso alpino Guardia di finanza (Sagf), Carabinieri, Vigili del fuoco, Protezione civile. Presente anche il personale sanitario. Il Comune di Lanzo d'Intelvi ha dato supporto nella parte logistica e nella gestione delle necessità legate alle operazioni.
Il testimone oculare
È inoltre spuntato un testimone oculare, che ha raccontato di aver parlato con la donna e il marito 65enne e di aver percorso un tratto di strada insieme a loro. L'uomo, considerato attendibile e citato da Marcello Grandi, sindaco di Alta Valle Intelvi, ha spiegato di aver visto la coppia separarsi e, poco dopo, di aver sentito il marito mentre chiamava ripetutamente la moglie. L'analisi dei telefoni cellulari è stata inutile, dato che entrambi i dispositivi erano rimasti nello zaino dell'uomo.
Il nipote della donna ha poi lanciato un nuovo appello sui social. «Non riusciamo a trovarla. Non ci daremo pace per cercare sotto ogni foglia, ogni pianta, ovunque. Possiamo sperare nell’aiuto di tutti, in un miracolo».