LUGANO

Strada Insone-Scareglia chiusa fino al 2028: «Lugano faccia di più per la Val Colla»

Con un'interpellanza, Tamara Merlo chiede al Municipio di Lugano misure straordinarie per limitare i disagi causati dalla chiusura della cantonale tra Insone e Scareglia.

(Ti-Press)
11 settembre 2026
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LUGANO - La chiusura della strada cantonale tra Insone e Scareglia, interrotta dal 14 maggio 2025 a causa della frana del Lavinone, approda nuovamente sui banchi del Municipio di Lugano. Con un'interpellanza, Tamara Merlo di Più Donne chiede alla Città quali misure straordinarie intenda valutare per limitare i disagi in Val Colla, dopo l'annuncio che la strada non potrà essere riaperta prima della primavera-estate del 2028, salvo imprevisti.

La nuova tempistica è stata comunicata durante l'incontro pubblico organizzato dal Cantone il 9 settembre. La frana non può essere arrestata e il Cantone ha scelto di ricostruire la strada lungo il tracciato esistente, adottando una soluzione in grado di convivere con il movimento del versante. Le competenze sulle scelte tecniche sono prevalentemente cantonali, ma secondo l'interpellanza le conseguenze della chiusura coinvolgono direttamente anche la Città di Lugano: una parte del territorio cittadino dovrà infatti fare i conti per circa tre anni con collegamenti più lunghi e difficoltosi.

La popolazione si è già mobilitata e il tema è stato oggetto di diverse interrogazioni in Consiglio comunale. Una petizione dedicata al trasporto pubblico, sottoscritta da 1'151 persone, ha chiesto un migliore coordinamento delle corse, un collegamento serale supplementare, collegamenti adeguati tra Scareglia e Maglio di Colla e una corretta informazione sugli orari. Un'altra petizione, riguardante più in generale la chiusura della strada e la sicurezza, ha raccolto 1'444 firme.

Nel frattempo l'offerta di trasporto pubblico è stata modificata. Con l'orario 2026 la linea AutoPostale 448 è stata riorganizzata in seguito all'interruzione stradale, separando il collegamento Tesserete-Insone da quello che serve Scareglia, la parte alta della Valle e Maglio di Colla, con alcune corse dirette fino a Tesserete.

Per Merlo, tuttavia, il nuovo orizzonte temporale cambia i termini della questione: non si tratta più di affrontare un disagio provvisorio dalla durata indeterminata, ma una situazione destinata ad accompagnare la Val Colla ancora per circa due anni. Da qui la richiesta di verificare se le misure adottate durante la fase di emergenza siano sufficienti nel lungo periodo.

L'interpellanza richiama in particolare le conseguenze per studenti, lavoratori, anziani e persone senza automobile, oltre agli effetti sul trasporto scolastico e sull'accessibilità della casa anziani di Colla. La questione, sottolinea Merlo, riguarda più in generale la possibilità di raggiungere in tempi ragionevoli i servizi e il resto della Città. La Val Colla conta oltre 1'300 abitanti ed è parte integrante di Lugano: una situazione eccezionale protratta per tre anni pone quindi, secondo l'interpellante, anche un problema di coesione territoriale e di pari accesso ai servizi.

Al Municipio viene chiesto di valutare l'attuale situazione della mobilità e di indicare quali miglioramenti del trasporto pubblico siano stati introdotti e quali criticità restino irrisolte. Merlo domanda inoltre se le misure previste dall'orario 2026 abbiano migliorato in misura sufficiente tempi di percorrenza e coincidenze, nonché gli spostamenti di studenti, pendolari e lavoratori, e quale seguito sia stato dato alle singole richieste della petizione firmata da 1'151 persone.

Tra le domande figura anche quella sui costi delle misure finora non attuate. Nelle precedenti risposte, ricorda l'interpellanza, il Municipio aveva indicato che alcuni potenziamenti avrebbero richiesto un ulteriore veicolo-autista o comportato «costi aggiuntivi importanti». Merlo chiede quindi di quantificare tali costi, compresi quelli per eventuali corse supplementari, prolungamenti serali e migliori coincidenze.

Alla luce della chiusura prevista fino al 2028, viene inoltre chiesto al Municipio se sia disposto a sollecitare al Cantone una nuova valutazione dell'offerta e, qualora alcune misure supplementari non fossero finanziate integralmente nell'ambito del trasporto pubblico regionale, a esaminare una partecipazione finanziaria straordinaria e temporanea della Città fino alla riapertura della strada.

L'interpellanza domanda anche quali misure compensative di competenza comunale possano essere adottate e se siano state valutate specificamente le conseguenze per gli allievi e il trasporto scolastico, le persone anziane e senza automobile, l'accessibilità della casa anziani di Colla e chi deve rientrare in Valle nelle ore serali.

Un ulteriore punto riguarda il coinvolgimento della Commissione di quartiere della Val Colla. Merlo vuole sapere se sia stata formalmente consultata e quali esigenze abbia eventualmente segnalato. Infine propone di valutare, insieme al Cantone, alla Commissione di quartiere e agli altri enti interessati, un piano di misure transitorie fino alla riapertura della strada, con l'indicazione di problemi, interventi, responsabilità e tempistiche.

«La ricostruzione della strada spetta principalmente al Cantone. Fare in modo che per tre anni le conseguenze della frana non siano sopportate quasi esclusivamente da chi vive in Val Colla riguarda invece anche la Città di Lugano», conclude Tamara Merlo.

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