CANTONE

L'MPS: «Zali deve seriamente valutare le dimissioni»

Il partito prende posizione dopo lo scoppio del caso delle registrazioni audio attribuite al consigliere di Stato.

(Tipress)
22 luglio 2026
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(fonte: MPS)
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BELLINZONA - «Le parole attribuite a Claudio Zali esigono una risposta politica. La responsabilità politica viene prima della dimensione privata». È quanto sottolinea il gruppo MPS, in una presa di posizione, riferendosi alla bufera sollevatasi dopo la diffusione di registrazioni audio attribuite al consigliere di Stato.

Registrazioni, lo ricordiamo, in cui una persona identificata come Claudio Zali si esprime con frasi dai contenuti violenti ("Riempila di botte", "Io l'ho pestata").

«Parole in contrasto con i valori che lo Stato è chiamato a promuovere»
«La vicenda solleva interrogativi che non possono essere liquidati come una semplice questione privata», continua l'MPS. «È evidente che eventuali registrazioni ottenute illegalmente e la loro diffusione dovranno essere valutate nelle sedi competenti. Ma il dibattito pubblico non può fermarsi a questo aspetto. Chi ricopre una carica istituzionale di primo piano deve rispondere anche del significato politico e culturale delle proprie parole e dei propri comportamenti, soprattutto quando questi entrano in contrasto con i valori e gli impegni che lo Stato è chiamato a promuovere e che afferma di voler promuovere, in particolare nella lotta contro le violenze di genere e quelle domestiche».

«Una concezione della relazione con le donne incompatibile con il ruolo»
Le frasi attribuite a Zali, «indipendentemente dagli accertamenti che dovranno essere svolti, evocano una concezione della relazione con le donne e della gestione dei conflitti che appare incompatibile con il ruolo di chi dirige il Dipartimento delle istituzioni e ha la responsabilità politica del settore della giustizia e della sicurezza».

«Non ha smentito»
«Non si tratta di giudicare una vicenda personale, ma di interrogarsi sulla coerenza tra il ruolo pubblico ricoperto e i messaggi che emergono da quelle parole (parole che Claudio Zali, nella sua presa di posizione odierna, non ha smentito di aver pronunciato)», fa notare il partito. «Un’autorità chiamata a garantire il rispetto della legge, la tutela delle vittime e la prevenzione della violenza deve poter rappresentare pienamente quei principi anche sul piano della credibilità personale e politica».

La questione, secondo l'MPS, assume un peso ancora maggiore in un momento in cui anche in Ticino torna drammaticamente al centro dell’attenzione il tema della violenza domestica e dei femminicidi, imponendo anche alle istituzioni un impegno concreto nella prevenzione, nella protezione delle vittime e nel cambiamento culturale necessario per contrastare ogni forma di violenza e sopraffazione. Il gruppo ricorda infine che questa vicenda cade a ridosso del caso del 14enne detenuto alla Farera la cui madre avrebbe avuto una relazione personale con Zali.

«Deve riflettere rispetto alla prospettiva di una sua dimissione»
E il messaggio finale risuona forte e chiaro. «Per tutte queste ormai ricorrenti situazioni e circostanze l’MPS ritiene che Claudio Zali debba assumersi una responsabilità politica rispetto alla situazione venutasi a creare e riflettere seriamente alla prospettiva di una sua dimissione dal Consiglio di Stato. In ogni caso è urgente una sua rinuncia alla responsabilità politica del Dipartimento delle Istituzioni. Il Consiglio di Stato dovrebbe affrontare immediatamente questa situazione».

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