CANTONE

«Le voci giravano incontrollate. Allievi e docenti sono stati lasciati soli»

Dopo l'arresto di un docente della scuola media di Giubiasco, il comitato ErreDiPi critica la gestione della situazione e chiede spazi di segnalazione esterni e indipendenti

(Deposit)
3 aprile 2026
|

GIUBIASCO - «Questo caso non è un semplice fatto di cronaca, ma un ennesimo campanello d’allarme che mette in discussione la capacità delle istituzioni scolastiche e del Dipartimento di prevenire e affrontare comportamenti inappropriati». Dopo l'arresto, per atti sessuali con alcuni minorenni, di un docente della scuola media di Giubiasco, oggi è il comitato ErreDiPi a prendere la parola, chiedendo esplicitamente «spazi di segnalazione esterni e indipendenti, non subordinati alla gerarchia scolastica» e «organismi che garantiscano imparzialità, protezione e trasparenza».

In una lunga presa di posizione, inviata questa mattina alle redazioni, il comitato mette sotto i riflettori la dinamica del “si sapeva, ma non si parlava”. «Questo silenzio non è mai neutrale: crea le condizioni per normalizzare comportamenti inopportuni e, come in questo caso, penalmente rilevanti. Sembra che la segnalazione sia avvenuta quando sono emersi atti sessuali con minori, cioè quando la situazione aveva già superato una soglia gravissima e irreversibile. Eppure, il docente era attivo nella sede da dieci anni e già si parla di altre potenziali vittime. È difficile non chiedersi se si sarebbe potuto intervenire prima».

Tra le critiche sulla gestione della situazione, a finire sotto la lente ci sono anche la tempistica, sia dell’informazione che della presa a carico della comunità scolastica. «L’arresto del docente è avvenuto il 17 marzo, mentre la comunicazione ufficiale è stata inviata solo il 1° aprile. Sappiamo che parte del ritardo è stato motivato da indicazioni della magistratura e della polizia. Ma questo non può diventare un alibi per l’assenza di una strategia comunicativa e di accompagnamento. In questo lasso di tempo le voci su quanto stava avvenendo sono girate totalmente incontrollate, le famiglie, gli allievi e i docenti sono stati lasciati soli a gestire domande e paure. La scuola ha perso credibilità proprio nel momento in cui avrebbe dovuto essere un punto di riferimento».

«Il DECS e la direzione della scuola hanno dichiarato di essere “vicini” e “a disposizione” di famiglie e docenti. Si tratta però di dichiarazioni vaghe». Tuttavia, afferma ErreDiPi, «sono risorse strutturate, se non c’è un piano di intervento, se non c'è un coordinamento chiaro» la vicinanza «rischia di diventare un semplice esercizio retorico».

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali