Giornate autogestite al Liceo di Mendrisio: il sindacato SISA segnala pratiche antidemocratiche e provvedimenti disciplinari contestati.

MENDRISIO - Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) si è espresso oggi su quanto avvenuto durante le recenti giornate autogestite al Liceo di Mendrisio, segnalando presunte criticità nella gestione delle attività e nei rapporti tra studenti e direzione.
Secondo testimonianze raccolte tra gli studenti, alcuni membri del comitato organizzativo avrebbero adottato modalità operative definite “autoritarie e antidemocratiche”. In particolare, decisioni già approvate collettivamente sarebbero state rimesse in discussione e modificate unilateralmente, con conseguente annullamento di attività senza un confronto ritenuto adeguato né criteri trasparenti.
Tra gli episodi segnalati vi è la cancellazione di un dibattito sull’esistenza dei miliardari nella società contemporanea, che prevedeva la presenza di posizioni contrapposte. La decisione sarebbe stata motivata con accuse di “propaganda” e “mancanza di competenze”, giustificazioni che il sindacato giudica deboli, sottolineando come le autogestioni si fondino sulla partecipazione attiva degli studenti. Secondo il SISA, la soppressione di spazi di discussione compromette il valore educativo e democratico dell’iniziativa.
Il sindacato riferisce inoltre che il vicedirettore avrebbe minacciato di censurare tutte le attività legate al SISA, comportamento che viene definito come una possibile condotta antisindacale.
Durante le giornate autogestite sarebbero stati segnalati anche episodi di controllo ritenuto eccessivo. Alcuni membri del comitato, su pressione di elementi della direzione scolastica secondo quanto riportato, avrebbero verificato la corrispondenza tra iscritti e presenti nelle aule, arrivando a spostare studenti anche a attività già iniziate. Una pratica che, secondo il sindacato, avrebbe interrotto momenti formativi e limitato la libertà di scelta degli studenti.
Tra le criticità evidenziate figura anche la rimozione di cartelloni che richiamavano il rispetto del diritto internazionale in relazione a guerre e genocidi, interpretata dal SISA come una forma di censura incompatibile con il ruolo educativo della scuola.
Il sindacato segnala inoltre l’introduzione di misure disciplinari nei confronti degli studenti, come l’obbligo di svolgere lavori di pulizia in caso di ritardi, cambi di attività o assenze. Tali provvedimenti, si legge nella nota, sarebbero estranei allo spirito delle autogestioni e introdurrebbero una logica punitiva. Il fatto che queste misure siano state, in alcuni casi, tollerate o sostenute da membri della direzione e del corpo docente viene considerato particolarmente rilevante.