LOCARNO

Nouvelle Belle Époque... Ma il nostro granito?

L'assenza della roccia locale tra i campioni posati nell'ambito del progetto non è passata inosservata. E non è la sola domanda che viene posta al Municipio

10 marzo 2026
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LOCARNO - E il nostro granito? L'assenza della pregiata roccia locale nel "campionario" posato in via della Posta, a Locarno, nell'ambito del progetto Nouvelle Belle Époque si è fatta notare. Ma non è questa l'unica domanda che il consigliere comunale Luca Panizzolo (PLR) pone nella sua interrogazione a Palazzo Marcacci.

I campioni, lo ricordiamo, sono stati esposti per consentire ai cittadini di vedere con i propri occhi e farsi un'idea «su una scelta destinata a incidere in modo importante sull’immagine urbana del centro cittadino». E, come detto, «tra le opzioni presentate, presumibilmente tutte di qualità e con caratteristiche estetiche e funzionali apprezzabili, non risulta presente una proposta legata a un materiale strettamente locale, ossia il granito del nostro territorio, noto per pregio, resistenza e valore identitario». A tal proposito, Panizzolo chiede «se tale opzione sia stata effettivamente analizzata in fase progettuale» o meno. E, nel caso, perché «non è stato incluso tra le varianti presentate».

Ma si va oltre. «Considerata la rilevanza dell’intervento, la posizione centrale dell’area interessata e l’investimento pubblico di diversi milioni di franchi, appare importante che la cittadinanza possa conoscere in modo chiaro e trasparente sia i criteri adottati, sia le caratteristiche tecniche dei materiali esaminati». E il costo complessivo dei campioni posati? E «sulla base di quali valutazioni» è stata decisa la tipologia dei campioni esposti? «Sono stati eseguiti o commissionati test specifici sulla resistenza, durabilità e manutenibilità dei materiali»?

«L’esempio di Chiasso dovrebbe inoltre far riflettere anche sul progetto Nouvelle Belle Époque di Locarno» osserva il consigliere comunale liberale-radicale. «Quando si scelgono materiali costosi, delicati o provenienti dall’estero, come nel caso del granito cinese utilizzato nel riassetto di Corso San Gottardo, il rischio è sempre lo stesso: ritrovarsi dopo pochi anni con problemi di usura, manutenzioni continue, rappezzi visibili e ulteriori costi a carico della collettività». Locarno, si chiede, sta «andando incontro agli stessi errori»?

«Il Municipio o i progettisti hanno effettuato sopralluoghi tecnici o analisi comparative in altre città svizzere o europee con pavimentazioni analoghe?» Panizzolo guarda ai casi di Venezia, Bologna, Firenze e altre città italiane, oltre che alle già citate situazioni locali. E chiede in conclusione all'esecutivo locarnese, alla luce degli esempi emersi in altri Comuni, «quali misure intende adottare per evitare che la futura pavimentazione possa generare, nel medio periodo, degrado precoce, manutenzioni frequenti, rappezzi visibili e ulteriori costi a carico della collettività».